lunedì 21 novembre 2022

ISTANZA AL MINISTRO DELLA SALUTE, PROFESSOR ORAZIO SCHILLACI: COMUNICAZIONE DI APERTURA FASCICOLO GIUDIZIARIO, PROCURA DI UDINE E ROMA, SULLA GESTIONE EMERGENZIALE COVID-19



 Al Ministro della Salute, prof. Orazio SCHILLACI

 Al Segretario generale: dott. Giovanni Leonardi, del Ministro della Salute
 Sede Centrale - Viale Giorgio Ribotta, 5 - 00144 Roma, via PEC, posta certificata

e p.c. Al Presidente Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia
FEDRIGA, dottor Massimilano, via email 

e p.c. Alla Conferenza Stato-Regioni, via PEC, posta certificata
Conferenza Permanente per i rapporti tra lo Stato,
le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano

e p.c. al Consiglio Regionale della Regione Autonoma FVG, via PEC, posta certificata 

OGGETTO: ISTANZA ai sensi del IV comma art. 118 Cost. - comunicazione di pubblicazione di scienze giuridiche - esposto denuncia alla Autorità Giudiziaria sulla gestione emergenziale sanitaria COVID-19 e apertura di fascicolo

Gentilissimo Ministro Professore, ORAZIO SCHILLACI
Ministero della Salute, SEGRETARIATO GENERALE del Ministro 

risiedo e lavoro nella Regione Friuli Venezia Giulia da diversi anni. Con la presente chi scrive non si pone in vis polemica nei Suoi confronti ma in un atteggiamento costruttivo e nel più autentico significato costituzionale di fecondo dialogo fra cittadino e pubblica amministrazione, così come già espresso dal IV comma dell'articolo 118, disposto della Costituzione della Repubblica che attiene al principio di sussidiarietà orizzontale con cui i cittadini - in forma singola o associata - possono affiancarsi alla Pubblica Amministrazione e fare proposte e dare suggerimenti nell'interesse generale.

Ora, proprio partendo dal fatto che Lei è subentrato in posizione apicale di un dicastero molto scomodo, e partendo dal fatto che Lei agirà in buona fede in scienza e coscienza nel decidere in leale collaborazione con il Governo e lo Stato (ricordiamo ad esempio la lunga serie di DPCM - nella loro veste di ordinanze extra ordinem - dell'anno 2020, assieme a un abuso della decretazione di urgenza che caratterizzarono il primo e secondo anno di gestione emergenziale sanitaria COVID-19, da cui il nuovo Governo Meloni 2022 sta prendendo e ha preso le distanze anche con dichiarazione di intenti in Parlamento) con il fine della tutela della salute individuale e collettiva, e proprio rendendomi conto che anche Lei potrebbe in futuro prendere decisioni difficili in momenti sociali e politici estremi e circostanze inusitate per un decisore politico, voglio aiutarLa a comprendere che Lei - come tanti altri funzionari pubblici in posizione apicale - potreste essere condotti fuori strada da una gestione sanitaria istituzionale che nel recente passato si è basata su una narrazione mistificante e fuorviante e sulla base di premesse ritenute vere ma in realtà non veritiere e molto discutibili o totalmente infondate in alcuni casi.

Questo non significa né negare la evidenza di sindromi similinfluenzali (che ci sono sempre state nelle stagioni passate), né coloro che hanno sofferto e perso cari, ma più semplicemente ricordarsi che esiste il fenomeno della malasanità, i protocolli sanitari piò o meno corretti e quelli fallimentari, gli effetti iatrogeni a seguito di cure e somministrazione di farmaci, l'effetto nocebo, ed anche la eventuale responsabilità penale colposa per negligenza, imperizia o imprudenza, e che lacerare la società civile suddividendola ed etichettandola in modo arbitrario in gruppi e sottogruppi - più o meno virtuosi - oppure criminalizzare milioni di cittadini per scelte di prudenza nell'ambito della salute, come è stato fatto nella gestione emergenziale COVID-19, non può mai essere un atteggiamento rispettoso dei diritti fondamentali della persona né fare politica nel senso più nobile del termine, oltre che costituire una violazione palese dell'articolo 3 e dell'ultimo comma dell'art. 32 della nostra Costituzione e degli articoli 21 della Carta dei Diritti Fondamentali della Unione Europea e l'articolo 2 del TUE (Trattato sulla Unione Europea), i quali stabiliscono che nessuna discriminazione sociale è ammessa o tollerabile nel nostro sistema giuridico europeo. La dignità umana deve sempre essere fatta salva e così la inclusione sociale sempre garantita.

Le scrivo anche perché Lei - nel Suo ruolo di Ministro della Salute - ricordi ai suoi colleghi del Consiglio dei Ministri e agli altri decisori politici, come la tutela della salute non sia la mera assenza di malattia e infezione, ma un concetto più ampio che ha a che fare con la salute psicofisica nella sua globalità, in tutti gli ambiti (soprattutto in quelli relazionali e sociali).

Le scrivo per portarla al corrente che - sulla base di testimonianza e confidenze raccolte in privato da amici - ho saputo che presso importanti ospedali del Friuli Venezia Giulia, al pronto soccorso, si negherebbero di notte le visite specialistiche dell'oculista a chi ne ha bisogno per problemi agli occhi, liquidando chi accede al pronto soccorso con "torni domani alle ore 08.00", perché l'oculista di notte non sarebbe disponibile, o lo sarebbe solo per casi gravissimi.  È accaduto a due miei cari amici che negli ultimi anni hanno avuto - personalmente o nella necessità di soccorrere i figli - tali spiacevoli sorprese. Per quanto mi riguarda, posso testimoniare che visite ortodontiche specialistiche ai bambini e agli adolescenti, nelle strutture sanitarie regionali, hanno tempi di attesa di mesi fino anche ad un anno.

Trovo che - a fronte di miliardi spesi nell'acquisto di farmaci di profilassi vaccini / sieri genici per contrastare una sindrome similinfluenzale a bassa letalità e bassissima mortalità come la COVID-19 (e probabilmente fraintesa nella sua natura di definizione fagocitante) sia semplicemente scandaloso, soprattutto quando questi farmaci profilattici non arrestano alcun tipo di contagio (qualunque cosa esso sia). 

Fare una seria politica sanitaria significa assicurare risorse umane preparate, medicina del territorio, più posti letto, riaprire gli ospedali chiusi e soprattutto garantire la indipendenza di giudizio del medico, senza ricatti in base alle proprie scelte di salute. Negli ultimi due anni, la indipendenza di giudizio del medico e la alleanza medico-paziente deontologicamente fondata, è stata compromessa da una narrativa emergenziale dai toni violentissimi, di allarmismo sociale e lesiva di plurimi diritti soggettivi. 

Quando poi tanti cittadini portano agli atti della magistratura inquirente evidenze documentali poco note, ed evidenze di risposte vaghe oppure di condotta omissiva di vertici sanitari interpellati formalmente nell'ambito della FOIA (Freedom of Information Act) introdotta con decreto legislativo n. 97 del 2016 - parte integrante del processo di riforma della  P.A. definito dalla legge 7 agosto 2015, n. 124 - ecco che allora il tutto assume prospettive inquietanti su cui i cittadini hanno diritto di essere vigili e avere risposte, e i decisori politici hanno il diritto-dovere, anche morale non solo istituzionale, di riflettere e rivalutare il loro pregresso agire e la loro postura analitica, anche in vista di problematiche future analoghe che potrebbero coinvolgerli nuovamente in una indebita compressione dei diritti civili e umani, tutelati costituzionalmente e anche dal diritto eurounitario e internazionale più in generale.

La stagione delle "libertà autorizzate" e di una compressione indebita e intollerabile dei diritti fondamentali della persona umana - esercitata da uno Stato leviatano e schimittiano - non deve più verificarsi. Questo è il mio auspicio e quello di tanti cittadini, imprenditori e onesti lavoratori che sono stati ricattati nel corso degli anni 2020, 2021 e parte del 2022, discriminati nella vita sociale e nel mondo del lavoro, dello studio e dello sport, con una violenza legalizzata da parte delle Istituzioni, che raramente si è vista nella storia recente.  

Tanti hanno aperto gli occhi negli ultimi mesi. Altri ancora hanno intuito che qualcosa di strano è accaduto. Molti ancora non si rendono conto. Il recente scandalo internazionale - con la audizione del dirigente della Pfizer presso il Parlamento Europeo, interpellato dall'Eurodeputato Rob Roos - parla da solo ed è disarmante, ma esso è stato anticipato indirettamente proprio nel nostro esposto-denuncia.

Proprio perché confido nella Sua attenzione e responsabilità come Ministro della Salute della Repubblica italiana  - e so che saprà senza dubbio ponderare il contributo qui portato e condividerlo con i Vostri collaboratori all'occorrenza - allego alla presente:

 * una mia recente pubblicazione scritta con il Professor Lorenzo Maria Pacini, saggio bioetico-giuridico sulla rivista di scienze giuridiche Rivista della Cooperazione Giuridica Internazionale (Aracne Editrice), dato alle stampe sulle pagg. 175-208 del numero 71 di maggio-agosto 2022, e focalizzato sulla problematica della libertà di scelta e di un eventuale obbligo vaccinale nell'ambito della gestione emergenziale pandemica denominata COVID-19, dovuta al "novello virus" SARS-CoV-2;

* il testo dell'esposto-denuncia sottoscritto da 120 cittadini e una associazione e che io stesso ho contribuito a realizzare - assieme a un legale e altri cittadini di tutta Italia, corredandolo di 14 allegati - depositato nell'aprile 2022 dal nostro avvocato di fiducia, a seguito del quale la Procura della Repubblica di Udine ha aperto un fascicolo trasferito alla Procura della Repubblica di Roma per competenza territoriale;

* la comunicazione - datata 09 settembre 2022 - della Procura della Repubblica di Udine alla attenzione del nostro avvocato di fiducia, con la quale la Procura informa dell'apertura del fascicolo;

Allego anche alla presente - qui di seguito, oltre alla mia carta di identità essendo la presente una istanza  - il testo di un messaggio condiviso con cui io e alcune cittadine italiane abbiamo dato notizia dell'apertura di questo fascicolo giudiziario.

Ringraziandola per l'attenzione, porgo i miei più cordiali saluti

Dr. Luca Scantamburlo

21  novembre 2022, XXX XXXXXXXX (UD)


COVID-19 E GESTIONE EMERGENZIALE SANITARIA:
INDAGINI APERTE ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI UDINE,
TRASFERITE A ROMA

L’Avvocato Michele Rodaro, dopo interrogazione al casellario giudiziario della Procura della Repubblica di Udine, ha avuto risposta in merito all’esposto-denuncia da noi depositato tramite lo stesso avvocato – che ha autenticato le firme di 120 cittadini e del rappresentante legale dell’associazione UHRTA di Trieste – nell’aprile 2022.

Il Procuratore aggiunto della Procura della Repubblica di Udine, dr.ssa Claudia Danelon, lo ha informato che a seguito dell’esposto-denuncia è stato aperto il procedimento nr. 568/2022 iscritto a A.N.C.R. e trasferito per competenza territoriale alla Procura della Repubblica di Roma in data 19/04/2022, cioè cinque giorni dopo il deposito del 14/04/2022.

Ciò significa che la magistratura non ha autoarchiviato il corposo e circostanziato nostro esposto-denuncia (consta di 40 pagine circa e 14 allegati) ma ha ritenuto – seppur non individuando sinora ipotesi di reato – approfondire la questione, aprendo un fascicolo giudiziario e trasferendolo per competenza territoriale alla Procura di Roma.

Prossimamente cercheremo di appurare se i PM inquirenti di Roma hanno individuato dei profili penali e se la nostra denuncia in fascicolo è stata accorpata a indagini penali già esistenti sulla medesima questione.

Si fa presente al pubblico e alle autorità locali e nazionali, compresi gli ordini e le associazioni di categoria professionali nonché alle associazioni culturali e medico-scientifiche, che abbiamo denunciato alla magistratura inquirente chiedendo di accertare se effettivamente sussista quanto segue:

A) mancanza di evidenza documentale di isolamento fisico del virus SARS-CoV-2 in possesso delle istituzioni italiane (diverso dal sequenziamento genetico, con riferimento a banche dati in Rete), cosa che si evince già da pregresse istanze FOIA ai vertici sanitari che attualmente sono in condotta omissiva oppure forniscono risposte vaghe e prive di documentazione dirimente;

B) mancanza di gold standard di riferimento del cosiddetto tampone e, dunque, conferma della sua totale inaffidabilità come unico criterio diagnostico valido (da cui la necessita‌ del suo abbandono come criterio statistico-epidemiologico), perché ha consentito una natura fagocitante della definizione di COVID-19, malattia divenuta una sorta di rete a strascico che intercetta fenomeni influenzali diversi da quello cercato, inclusi banali raffreddori e classiche malattie respiratorie di stagione, alterando le statistiche sul numero degli infetti e dei cosiddetti contagi;

C) mancanza dell’effetto di arresto di contagio del virus SARS-CoV-2 nell’utilizzo dei farmaci profilattici “vaccini” autorizzati in modalità condizionata – come ammesso dalla stessa EMA (Agenzia Europea del Farmaco) sul proprio sito web istituzionale – e dunque illogicità e incongruenza rispetto alle normative vigenti, che dispongono un’imposizione di sostanze farmaceutiche al fine di interrompere la diffusione del virus SARS-CoV-2 (quando questi “vaccini”, se funzionano, operano soltanto una mera riduzione di sintomi COVID-19 – tutta da accertare e solo in ipotesi – ma non un arresto di “contagio”, qualunque cosa esso sia);

D) presenza di composti solidi estranei di nanoparticolato e microparticolato inorganico all’interno di questi “vaccini” (siano essi sieri genici oppure no), già accertata in passato come inquinanti, ma oggi di natura addirittura nanotecnologica.

Si auspica cosi‌ che vengano disposte indagini approfondite su questi fatti e responsabilità, ivi compresa una responsabilità penale colposa per negligenza, imperizia o imprudenza, oppure delittuosa qualora vi sia un deliberato tentativo di attentare alla salute individuale e pubblica della popolazione.

Ciò detto, in ultima analisi si invitano tutti i decisori politici e tutti i funzionari pubblici a ridimensionare il clima di allarmismo sociale psico-pandemico che ancora oggi, nonostante lo stato di emergenza sanitaria nazionale sia terminato in data 31 marzo 2022, continua a turbare l’opinione pubblica e tenta di evocare scenari di allarme infondati, privi di qualunque base ius-formalistica che possa legittimarli.

FIRMATO

I cittadini promotori dell’esposto-denuncia collettivo

Luca Scantamburlo

Barbara Todisco

Stefania Marchesini

Tiziana Collazuol

4 ottobre 2022


fonte

https://11marzo2018veronacittadinisovrani.wordpress.com/2022/04/16/covid-19-ed-esposto-denuncia-da-depositare-in-procura-per-avere-giustizia/


PHOTO CREDITS

Foto di Josh Hild, "Mano che tocca il vetro" Pexels.com

martedì 1 novembre 2022

RICORDANDO GIULIETTO CHIESA: IL RISCHIO DELLA TERZA GUERRA MONDIALE, FRA MENZOGNE E GENOCIDI, FRA LIBERTÀ E SCHIAVITÙ

 



La locandina qui riprodotta sembra attuale, concepita e realizzata in questi drammatici mesi in cui tanto sangue è stato versato in Ucraina ma non dal febbraio 2022 - inizio della Operazione Militare Speciale della Federazione Russa - ma sin dal 2014, anno in cui un golpe rovesciò il legittimo Governo di Kiev ed iniziò un sanguinoso conflitto civile nel Donbass russofono della Ucraina, con migliaia di morti anche fra i civili (donne e bambini compresi).
Nondimeno, questa locandina non è recente ma risale al 28 febbraio 2016 e fu realizzata in occasione di un incontro culturale e di dibattito che vide la presenza di Giulietto Chiesa in Friuli Venezia Giulia nella località di Buja (Udine) presso la Casa della Gioventù. Chiesa fu relatore in quel giorno di quasi sette anni fa.
G. Chiesa (Acqui Terme, 4 settembre 1940 - Roma, 26 aprile 2020) è stato un giornalista italiano, uomo politico e saggista, e fu corrispondente da Mosca per tanti anni ai tempi della esistenza della Unione Sovietica.
Io incontrai per la prima volta Giulietto Chiesa nel giugno 2006 nella laguna di Venezia, presso l'Isola di San Servolo dove si tenne a quel tempo un seminario dedicato al ruolo dei mass media nel rapporto fra cittadini e potere, seminario a cui io partecipai come giornalista pubblicista accreditato. Gli parlai brevemente in privato mentre Chiesa era - seduto al bar - in compagnia di Mikhail Gorbaciov, già Segretario Generale del Comitato del Partito Comunista dell'URSS e poi Presidente dell'URSS fino alla sua dissoluzione. Gorbaciov è morto lo scorso agosto 2022 all'età di 91 anni. Con l'ex leader del Cremlino e Premio Nobel per la Pace, io ebbi poi una vivace e molto interessante conversazione pubblica durante la conferenza stampa che egli concesse in quella occasione.

Giulietto Chiesa era un giornalista serio che ascoltava le opinioni degli altri senza pregiudizio, pur avendo le sue personali idee. Nel corso degli anni - soprattutto dopo la sua inchiesta giornalistica denominata Zero - Inchiesta sull'11 settembre sul disastro aereo delle Twin Towers di New York City e sull'incidente al Pentagono (attentati "terroristici" del settembre 2001 attribuiti ad Osama Bin Laden ma che Chiesa dimostrò essere nel suo dossier una versione falsa e piena di incongruenze) e la sua esperienza con Pandora TV - era cambiato: molto più vicino alle persone e seriamente preoccupato per l'avvenire del mondo e della umanità.

Lo rividi dieci anni più tardi nel febbraio 2016 a Buja (UD), nell'incontro che ho ricordato all'inizio di questo scritto: un incontro aperto alla cittadinanza e a cui mi recai in compagnia di amici. Egli aveva oramai abbandonato certe visioni politiche ed ideologiche del Novecento che aveva abbracciato in gioventù e nel corso della sua carriera giornalistica e professionale da inviato a Mosca.
A Buja nel febbraio 2016 Chiesa parlò del rischio dello scoppio di una terza guerra mondiale ed indicò chiaramente la guerra civile in Ucraina nel Donbass come il teatro più probabile e la scintilla di questo conflitto che rischia di estendersi su vasta scala e coinvolgere le nazioni del mondo.

Per una serie di circostanze apparentemente fortuite ma che evidentemente disegnano trame che solo in prospettiva possono cogliersi nella loro importanza, io avrei dovuto parlare assieme a Giulietto Chiesa sabato 27 dicembre 2017: in quell'occasione fui ospite in Veneto ed egli - impossibilitato a partecipare in presenza - mandò un saluto video di pochi minuti ed un augurio di buon lavoro ai comitati spontanei dei genitori veneti che mi invitarono allora ed ospitarono a Treviso come relatore, in occasione dell'incontro culturale intitolato "I vaccini sono sicuri?", tenutosi presso l'Hotel Maggior Consiglio di Treviso, a cui fu invitata la cittadinanza e molti sindaci veneti.

Ripropongo qui il saluto di Giulietto Chiesa a tutti i genitori di allora che - con l'amica Michela Sorato in testa - lo avrebbero ospitato volentieri con me nella città trevigiana. Già allora Chiesa si dimostrò favorevole a perorare la causa di una apertura di una commissione parlamentare d'ìnchiesta ("d'indagine") sulle modalità troppo anomale e frettolose con cui il Governo italiano aveva inasprito le coercizioni in materia di profilassi vaccinale, con maggiori sanzioni per gli inadempienti e introducendo discriminazioni sociali nella scuola della infanzia, ed ampliando il carico di obbligatorietà vaccinale pediatrica (Legge 119/2017, conversione del Decreto 73/2017 cosiddetto "Lorenzin").
Chiesa denunciò l'abuso di potere di allora, il sospetto coinvolgimento dell'interesse di grandi case farmaceutiche, il consenso unanime e a senso unico dei mass media nel sostenere le decisioni del Governo di allora (Esecutivo Gentiloni), senza dibattito e critica, con una demonizzazione del dissenso senza precedenti a livello mass mediatico. Chiesa denunciò la legge elettorale in vigore - incostituzionale - e la trasformazione dei nostri figli in cavie di laboratorio, senza rispetto per la sovranità sul proprio corpo e il rispetto dei diritti fondamentali dell'individuo, tutelati costituzionalmente.

Treviso, 27 dicembre 2017: 
Giulietto Chiesa saluta in un video i comitati spontanei dei genitori veneti,
denunciando l'abuso dello Stato e l'incostituzionalità della legge elettorale e della Legge "Lorenzin". Questo video non fu riprodotto in sala per precisa scelta degli organizzatori, ma fu poi recuperato e diffuso pubblicamente dal sottoscritto alcuni mesi dopo, grazie a Michela Sorato.

Giulietto Chiesa voleva che tutte le forze democratiche e della società civile - non importa di quale colore politico -  si unissero per contrastare il disegno mondialista e globalista che sta trasformando l'essere umano in merce, e che manipola continuamente la informazione e condiziona la popolazione attraverso menzogne ed inganni.

Chiesa voleva l'uscita della Italia dalla NATO perché ne aveva intuito la nuova declinazione offensiva ed aggressiva manifestata dalla Alleanza Nord Atlantica, in un chiaro disegno di espansione verso Est e conseguente accerchiamento della Russia. Chiesa era per la verità ed era un uomo vicino alle persone. Le sue previsioni geopolitiche e geomilitari si sono dimostrate corrette, così come i suoi timori e le sue preoccupazioni espresse diversi anni fa.

Questo fa di lui un uomo lungimirante ed acuto, che va preso come esempio, perché seppe abbandonare una corrente ideologica per ragionare sempre di più con la sua testa, ed aiutare le persone ad avere una informazione più completa e degna di una Società democratica.

Lo voglio ricordare con una delle sue ultime interviste, rilasciate nel 2019 a pochi mesi dalla sua morte:

Giulietto Chiesa: ''Il pericolo della terza guerra mondiale''

https://www.antimafiaduemila.com/home/alternativa/243-pace/77254-giulietto-chiesa-la-guerra-ibrida-di-oggi-e-quella-che-verra.html

"L'ultima parte dell'incontro tenutosi a Fermo lo scorso 28 dicembre con Giulietto Chiesa, moderato dal direttore di ANTIMAFIADuemila Giorgio Bongiovanni, è stata dedicata alle domande dei giovani del movimento Our Voice. Per cominciare i ragazzi hanno chiesto un'opinione sul terzo conflitto mondiale che, stando alle ultime cronache, sembra essere ormai alle porte. "C'è già una guerra mondiale in corso - ha affermato Chiesa - si tratta prima di tutto di una guerra cybernetica, finanziaria ed economica. Una guerra ibrida in sostanza, che ancor prima di quella militare, ha come obiettivo quello di paralizzare città o addirittura nazioni. "

Giulietto Chiesa incontra a Fermo nelle Marche dei giovani di Our Voice, 
Pochi mesi prima della sua morte, Crisi Russia-Ucraina nella prospettiva geopolitica, Dicembre 2019


Se i nostri giornalisti e la opinione pubblica avessero ascoltato di più questa voce nel deserto di Giulietto Chiesa e di tanti altri che come lui hanno lottato e lottano ancora oggi per avere una informazione libera (pensiamo al freelancer Giorgio Bianchi), oggi non saremmo in questa situazione sociale e politica così delicata, sia dal punto di vista della crisi energetica sia dal punto di vista della crisi internazionale fra Est ed Ovest.
Ne possiamo uscire visualizzando un futuro diverso rispetto al baratro di un possibile terzo conflitto mondiale. Dobbiamo visualizzare e volere fortemente un diverso scenario, andando a sanare le cause che ci hanno portato a questo, che sono sempre

* Inconsapevolezza delle dinamiche sociali e storiche nei luoghi di conflitto;

* Mancanza di informazione completa;

*Irresponsabilità di azioni e decisioni dei nostri leader politici europei, che tradiscono impegni presi solennemente a suo tempo, agendo ipocritamente e come vassalli di interessi d'oltreoceano;

*Inganni, propaganda e mancanza di verità nei fatti da parte di mass media corrotti o asserviti a un pensiero unico e dominante;

Possiamo sconfiggere tutto questo, comprese le narrazioni mistificanti nell'ambito sanitario emergenziale, desiderando un futuro diverso e rivendicando i nostri diritti umani e civili, presso chi di dovere, ed una autentica libertà di stampa e di parola.

Tutti i giorni, con parole e pensieri ed azioni civiche, giudiziarie, e manifestazioni noi tutti possiamo insieme volere e creare insieme un futuro più giusto per noi e per i nostri figli.
Un futuro migliore di oggi e non necessariamente perfetto. Per farlo, dobbiamo avere più fiducia in noi stessi e nella nostra capacità di contare qualcosa ed incidere, passo passo, giorno dopo giorno, seminando costantemente qualcosa che un giorno germoglierà.

Senza verità non può esservi giustizia e senza giustizia non può esservi pace. Questa è una delle più grandi lezioni etiche e politiche che Giulietto Chiesa ci ha lasciato come eredità del suo pensiero in difesa della democrazia più autentica e soprattutto dell'essere umano e dei suoi diritti civili ed umani. 

Luca Scantamburlo

01 novembre 2022

lunedì 17 ottobre 2022

PREMIO ITALIA DIRITTI UMANI 2022, DEDICATO ALLA MEMORIA DI ANTONIO RUSSO



Il professor Aldo Morrone - medico chirurgo, stimato infettivologo, Direttore scientifico presso L'Istituto Nazionale Tumori Regina Elena San Gallicano di Roma e da tempo impegnato in difesa dei più bisognosi in Africa e non solo - il professor Davide Tutino insegnante di filosofia presso il Liceo Scientifico e delle Scienze Umane Statale Teresa Gullace di Roma e il sottoscritto Luca Scantamburlo, hanno ricevuto ex aequo presso la Sala Italia della Unione delle Associazioni Regionali di Roma e del Lazio in via Aldrovandi a Roma, il Premio Italia Diritti Umani 2022 intitolato alla memoria di Antonio Russo, inviato di guerra ucciso nella notte fra il 15 e il 16 ottobre 2000 in Georgia, perché aveva osato documentare la guerra Russo-cecena e i crimini di guerra di tale conflitto.

Il Premio è patrocinato ogni anno dalla Free Lance International Press di Roma, di cui Antonio Russo fu Vicepresidente. Ciascuno di noi ha commentato brevemente durante la cerimonia.

Il professor Davide Tutino e io - accomunati dalla difesa della dignità umana e del principio di habeas corpus per garantire la inclusione sociale di tutti contro ogni discriminazione basata su un profilo sanitario - abbiamo espresso un punto di vista diverso sulle vaccinazioni rispetto alla posizione del professor Aldo Morrone, di cui abbiamo comunque apprezzato la dedizione e lo spirito con cui ha ricordato tante persone che soffrono in conflitti dimenticati in giro per il mondo, privati della assistenza sanitaria e delle cure mediche più elementari. La divergenza di opinione sulla profilassi vaccinale non ci ha impedito di vivere tutti un bellissimo pomeriggio, dedicato ai diritti umani e a chi - come Antonio Russo - si batteva ogni giorno perché i più deboli avessero ascolto, empatia e voce.

Ho ricevuto il premio personalmente, ma idealmente eravate tutti con me. Vi ringrazio di cuore per avermi accompagnato in tutti questi anni assieme ai miei Angeli del Veneto, Friuli, del Piemonte e di tante altre Regioni d'Italia, isole comprese.

Vostro

Luca Scantamburlo

Roma, 15 ottobre 2022

PREMIAZIONE - VIDEO, PREMIO AL DR. LUCA SCANTAMBURLO
Il regista Eitan Pitigliani legge la motivazione



 
PREMIAZIONE - VIDEO, PREMIO AL PROFESSOR DAVIDE TUTINO
L'attore Vincenzo Vivenzo legge la motivazione
 

 
PREMIAZIONE - VIDEO, PREMIO AL PROFESSOR ALDO MORRONE
L'attrice Antonella Civale legge la motivazione
 

 
 

I tre premiati ex aequo Premio Italia Diritti Umani 2022:
da sinistra, il professor Davide Tutino, il dr. Luca Scantamburlo,
e il professore e medico chirurgo Aldo Morrone















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