martedì 25 dicembre 2018

VACCINI: LETTERA APERTA DI UN CITTADINO E GENITORE AL DIRETTORE RESPONSABILE DE IL TEMPO

La seguente lettera aperta inviata al Direttore Responsabile del quotidiano romano Il Tempo, viene divulgata dal sottoscritto pubblicamente.

Cordialmente
Luca Scantamburlo
25 dicembre 2018


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ALLEGATI

relazione al Consiglio Regionale Friuli Venezia Giulia, luglio 2017

comunicazione di iscrizione a registro parte offesa, Procura della Repubblica di Roma
art.335 cpp



Spett.le Redazione de IL TEMPO
Piazza Colonna, 366 - 00187 Roma 

Gentile Dr. Franco BECHIS,
giornalista de Il Tempo - Direttore Responsabile de IL TEMPO

CONTAMINAZIONE BIOLOGICA NEI VACCINI
mi complimento con Lei - e con la Redazione del giornale di cui Lei è Direttore, per la pubblicazione della sua intervista uscita sulle pagine del Vostro quotidiano in data 23 dicembre 2018.
Soprattutto per il coraggio e l'onestà intellettuale con cui avete affrontato con equilibrio e la giusta rilevanza, il problema della contaminazione biologica dei farmaci vaccini, portato alla luce dalle analisi su alcuni campioni di vaccini commissionate recentemente da una associazione veneta di cittadini (CORVELVA), che si è rivolta ad alcuni laboratori privati. 
Tali analisi chimiche e metagenomiche hanno evidenziato - oltre ai contaminanti non residuali - anche possibili problematiche correlate alla presunta efficacia dei vaccini, non rinvenendo in un caso nemmeno tracce di un antigene immunizzante che doveva essere presente: quello della rosolia

Rif. Analisi commissionate dalla Ass.ne Corvelva (Coordinamento Regionale Veneto per la Libertà delle Vaccinazioni)

"[...] Abbiamo anche confermato che non vi è presenza del genoma del virus della rosolia nel primo lotto e nel secondo lotto, utilizzando una rilevazione molto più sensibile, lo abbiamo rilevato in 3 reads, pari allo 0,00008% del totale dei virus a RNA."
"Vaccinegate: Aggiornamento 2° step analisi metagenomiche su Priorix Tetra", 
22 dicembre 2018, Staff Corvelva

Rif. articolo de IL TEMPO 
"State attenti a quei vaccini. C'è tutto, non quel che serve. Mesi di prove e controprove, poi la risposta dei controlli cofinanziati dall'ordine biologi. Manca la rosolia in quello che dovrebbe debellarla. Dna umano e diserbanti nell'altro"
di Franco Bechis, 23 dicembre 2018


Solo una precisazione: quando il dr. Vincenzo D'Anna da lei intervistato - biologo e Presidente dell'Ordine Nazionale dei Biologi - dice che gli antibiotici non dovrebbero essere presenti nei vaccini, se si riferisce ad una possibile contaminazione od inquinamento dei vaccini stessi, in questo caso non è così, nel senso che gli antibiotici sono invece proprio scelti appositamente come eccipienti (sostanze chimiche ausiliarie del farmaco) dalle industrie farmaceutiche e correttamente inseriti nell'elenco di composizione del vaccino, sia nei cosiddetti "bugiardini" (foglietti illustrativi) sia nelle schede tecniche più dettagliate. Se invece il dr. D'Anna alludeva al fatto che gli antibliotici sono una presenza scomoda e potenzialmente rischiosa, anche se necessaria in quanto previsti dalla tecniche di produzione farmaceutica, allora il suo appunto è stato opportuno.

ANTIBIOTICI NEI VACCINI: SONO APPOSITAMENTE INSERITI NELLA COMPOSIZIONE DALLE INDUSTRIE FARMACEUTICHE
Mi spiego meglio con un esempio a proposito degli antibiotici: la neomicina è un antibiotico (ma me ve ne sono altri impiegati nei vaccini)
e come vede, viene correttamente indicato nella composizione dei vaccini cosiddetti MPR di cui sopra, prodotto dalla GSK oppure dalla Aventis-Pasteur (contro morbillo, parotite e rosolia).
L'eccipiente in questo caso evita la formazione di colonie di batteri. Viene usato con la funzione di antimicrobico, battericida.
Ovviamente essendo una sostanza "contro la vita" (come suggerisce il nome, anti-biotico), il suo uso e la sua presenza in un farmaco destinato ad un infante/bambino, può presentare delle controindicazioni ed un rischio di reazioni/eventi avversi. Anche negli adulti. I foglietti illustrativi sono chiari in questo, nel mettere in guardia gli utilizzatori rispetto alla possibilità o evenienza di eventuali effetti avversi/collaterali, anche non noti. Ed invitano sempre a rivolgersi al proprio medico.


GLIFOSATO IN TRACCE NEI VACCINI: LE ANALISI COMMISSIONATE E COMMENTATE DALLA ASS.NE CORVELVA, CONFERMANO QUELLE STATUNITENSI DEL 2016: ANCHE IL MINISTRO DELLA SALUTE ATTUALE DOVREBBE RICORDARE
In ogni caso avete fatto bene - lei, il dr. D'Anna ed il Vostro quotidiano Il Tempo - a porre l'accento sugli inquinanti che eccedono le soglie accettabili di sostanze residuali biologiche (come le tracce di DNA fetale, provenienti da certe linee cellulari appositamente coltivate in laboratorio e ricavate da feti abortiti per la preparazione di certi vaccini, come quello contro varicella e rosolia), oppure la presenza non tollerabile ed ammissibile di materiale virale o batterico estraneo, sconosciuto, non residuale e sostanze chimiche estranee come gli erbicidi (il glifosato è uno di questi, ed è classificato come un probabile cancerogeno dallo IARC, International Agency for Researchon Cancer), che per nessuna ragione dovrebbe essere presente in un farmaco. 
Molto probabile che la presenza ad esempio del glifosato - già rinvenuto in tracce nei vaccini, nel corso di analisi chimiche condotte in laboratori americani - sia connessa all'uso della gelatina di maiale per preparare i vaccini stessi. 
Le analisi commissionate dalla Associazione CORVELVA nel 2018 ed i loro risultati che attestano la presenza di diversi erbicidi in tracce, nei vaccini, confermano quelle condotte negli Stati Uniti d'America un paio di anni fa (2016), quando l'associazione nordamericana Moms Across America rese pubblici risultati analoghi, tramite una ricerca autofinanziata: lo screening effettuato allora dal laboratorio Microbe Inotech Laboratories Inc. (St. Louis, Missouri,USA) utilizzando il metodo ELISA, pose in rilievo la presenza di glifosato nei seguenti vaccini: 

* MMR II (Merk): vaccino trivalente contro morbillo-parotite-rosolia (2.671 parti per bilione (ppb) di glifosato);
* DTap Adacel (Sanofi Pasteur): vaccino trivalente contro difterite-tetano-pertosse (0.123 ppb di glifosato);
*Influenza Fluvirin (Novartis), antiinfluenzale (0.331 ppb di glifosato);
* HpB Energix-B (Glaxo Smith Kline), contro l'epatite B (0.325 ppb di glifosato);
* Pneumonoccal Vax Polyvalent Pneumovax 23 (Merk), antipneumococcico (0.107 ppb di glifosato);

Sulla presenza di DNA fetale anche in tracce piccolissime, a causa dell'uso in laboratorio di linee cellulari ricavate da feti abortiti, vi sarebbe un doveroso e sacrosanto discorso bioetico da fare, ma per il momento mi astengo. 
La presenza potenziale del glifosato in tracce nei vaccini, fra l'altro, è nota alla stessa dr.ssa Giulia, Grillo, Onorevole MInistro della Salute, in quanto lei stessa - che è anche medico chirurgo - prima di salire al vertice del dicastero della Salute - firmò anni fa una interrogazione a risposta in Commissione, agli atti alle Camere, in cui informava i colleghi parlamentari di questo potenziale rischio per la salute.

Legislatura 17, ATTO CAMERA, Camera dei Deputati, Sindacato Ispettivo
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE : 5/10154 presentata da COLONNESE VEGA il 20/12/2016 nella seduta numero 716

firmatari: GRILLO GIULIA MOVIMENTO 5 STELLE 20/12/2016
GIORDANO SILVIA MOVIMENTO 5 STELLE 20/12/2016
DI VITA GIULIA MOVIMENTO 5 STELLE 20/12/2016
LOREFICE MARIALUCIA MOVIMENTO 5 STELLE 20/12/2016
MANTERO MATTEO MOVIMENTO 5 STELLE 20/12/2016
NESCI DALILA MOVIMENTO 5 STELLE 20/12/2016

La cosa paradossale, è che la d.rssa Grillo firmava anch'ella all'epoca le seguenti parole:

"[...] Tale riscontro induce a valutazioni drammatiche se si considera che questo  vaccino è destinato all'uso nei bambini a partire dai primi mesi di vita. D'altra parte, essendo il  glifosato classificato dalla IARC come probabile cancerogeno per l'uomo, la sua presenza non può  assolutamente essere giustificata, neppure in minime tracce, in nessuno dei vaccini;"

Oggi la dr.ssa Grillo siede a capo del Ministero della Salute. Sono trascorsi soltanto due anni dalle parole da ella sottoscritte.

STABILIZZANTI E CONSERVANTI NEI VACCINI
Nei vaccini si inseriscono di proposito altri eccipienti, come la formaldeide - un noto conservante organico usato da molto tempo in laboratorio (formalina) -  ed altre sostanze stabilizzanti. Tutti questi prodotti garantiscono la cosiddetta "vita da scaffale" (in inglese si dice "shelf life"), cioè la data di scadenza, poiché queste sostanze fanno durare più a lungo il vaccino, in attesa della sua somministrazione, vaccino che di solito viene conservato in frigorifero (rispetto della cosiddetta "catena del freddo") dal personale sanitario.
Ovviamente tracce di formaldeide presenti nei vaccini sono indicate nei bugiadini e nelle schede tecniche, correttamente.
Si tratta di tracce. Ma la formaldeide, nota per avere proprietà battericide, è una sostanza dalla azione cancerogena, come ricorda lo stesso Ministero della Salute italiano:
a cura della Direzione generale della prevenzione sanitaria, Direzione generale della comunicazione
e dei rapporti europei e internazionali, documento intitolato: "Formaldeide", 2015

" [...]  Nel 2004 la formaldeide è stata indicata dallo IARC tra i composti del gruppo I (cancerogeni certi). Essendo un agente con probabile azione cancerogena è raccomandabile un livello di concentrazione il più basso possibile. L’OMS ha fissato un valore guida pari a 0,1 mg/m3 (media su 30 minuti).


ADIUVANTI IMMUNOLOGICI: SALI DI ALLUMINIO E RISCHI
Altro esempio: in alcuni vaccini - non in tutti - è presente l'alluminio, un metallo, che viene usato nella preparazione dei vaccini, combinato in sali. I sali di alluminio sono usati per potenziare la risposta immunitaria dell'organismo rispetto all'antigene contro cui si vuole immunizzare artificialmente il soggetto (immunizzazione temporanea, che necessita di richiami negli anni successivi, perché non naturale).
L'antigene viene adsorbito sul sale di alluminio, che prende il nome di adiuvante immunologico.
L'organismo umano ed il suo sistema immunitario, infatti, si allerta meglio se individua una sostanza "estranea" nel sangue, e l'alluminio non ha funzioni nella fisiologia umana. Purtroppo l'alluminio è noto per essere una neurotossina. Nel corso del tempo, lentamente, l'alluminio accumulato o rimasto nei tessuti o nel sangue o nel cervello, viene escreto dall'organismo, ma la sua espulsione dall'organismo ha tempi diversi, anche molto lunghi, a seconda della specificità del soggetto e della sua reazione all'elemento estraneo, nonché a seconda di altri fattori, come età, peso corporeo, ecc... Anche l'alluminio, dunque, come la neomicina, presenta dei rischi per l'organismo umano, che sono tanto più alti quanto più bassa è l'età del soggetto che viene trattato (rischio durante il periodo della sinaptogenesi, nell'enecefalo), e quanto più grande è la difficoltà di escrezione. 
L'alluminio è poi da alcuni anni al centro del dibattito medico-scientifico, per essere sospettato non solo come un fattore scatenante il morbo di Alzheimer, ma anche come un responsabile dell'insorgenza di molte malattie autoimmuni, che sono sempre più frequenti nella infanzia ed adolescenza.
Legga qui a riguardo:
"SINDROME INFIAMMATORIA AUTOIMMUNE INDOTTA DA ADIUVANTI (ASIA) 2013 : Svelati gli aspetti patogenetici , clinici e diagnostici"

IL RISCHIO ZERO PER I FARMACI NON ESISTE
Non esiste un rischio zero nell'assunzione di un farmaco - come affermato candidamente ed onestamente in passato dallo stesso ISS di Roma sulle sue pagine Web -  dunque anche per i vaccini, prodotti biotecnologici altamente complessi al giorno d'oggi, esiste una componente di scommessa ineludibile nell'atto sanitario di somministrazione del farmaco stesso, a maggior ragione se iniettabile, ed a maggior ragione quando questo farmaco presenta addirittura un rischio sconosciuto a causa di inquinanti presenti in tracce.

A riguardo, l'ISS di Roma l'anno scorso, nell'agosto 2017, si espresse dicendo che le sostanze inquinanti presenti nei vaccini, rinvenute effettivamente anche nel corso di esami di laboratorio condotti da enti istituzionali francesi, non costituirebbero un pericolo per la salute, vista la bassa concentrazione degli stessi:

"Valutazione della qualità di vaccini ad uso umano Centro nazionale per il controllo e la valutazione dei farmaci, Cncf-Vaccini, Istituto superiore di sanità"

03 agosto 2017
"[...] Gli elementi inorganici evidenziati in maniera qualitativa mediante microscopia elettronica sono risultati a una analisi quantitativa sia al di sotto dei livelli di quantificazione del ICP/MS o presenti nell’ordine di alcuni µg/ml e, comunque, al di sotto dei valori standard applicabili ad altri farmaci iniettabili. I risultati dello studio francese dimostrano quindi che i metalli nei vaccini sono presenti ma, se analizzati in maniera quantitativa, a livelli così bassi da non costituire in alcun modo un pericolo quando esaminati da un punto di vista tossicologico, anche in considerazione delle quantità di metalli che sono assorbiti giornalmente dall’atmosfera, dagli alimenti e da altre fonti."


Nondimeno non vi è traccia - nei commenti del Cncf-Vaccini, ISS - di una valutazione del rischio nanotossicologico da corpo estraneo presente nell'organismo (gli inquinanti sono solidi, sotto forma di detriti, polveri, cfr. analisi dr.ssa Gatti e dr. Montanari).
Né vi è tracca delle recenti acquisizioni e consapevolezze presso gli studi di neuroscienze, tossicologiche/neurologiche di frontiera, per cui il livello tollerabile e sicuro di concentrazione di piombo nell'organismo, è zero. Cioè qualunque livello di concentrazione di piombo nell'essere umano, non sarebbe accettabile. Solo il livello zero (assenza di piombo) è sicuro.
Inoltre, la problematica affrontata non tiene conto che il consenso ad una terapia medica / farmacologica - come stabilito dalle carte sovranazionali (Carta dei diritti fondamentali della Unione Europea, art. 3 e Convenzione di Oviedo, art. 5) - dovrebbe essere sempre libero ed informato, e sempre ritirabile senza subire pregiudizio. La compressione del diritto all'autodeterminazione del singolo - in tema di salute - è possibile solo in casi di stato di  necessità/emergenza, ed anche in tal caso comunque non può essere compresso fino all'annullamento.

CONTAMINAZIONE INORGANICA NEI VACCINI: PARTICOLATO SOLIDO, MICRO E NANODIMENSIONATO ED INDAGINI PRELIMINARI PENALI CONTRO IGNOTI
Oltre alla contaminazione biologica ed organica più in generale - portata alla luce dalle analisi metagenomiche e chimiche classiche commissionate ad alcuni laboratori privati, recentemente, dalla lodevole iniziativa della Associazione veneta denominata CORVELVA ricordata sopra il cui Presidente Ferdinando Donolato, lo scorso agosto 2018, ha anche coraggiosamente depositato, assistito dai suoi legali, un esposto-denuncia presso la Procura della Repubblica di Roma - esiste anche il problema della contaminazione inorganica, accennato giustamente dal dr. Vincenzo d'Anna nella sua intervista, quando parla di "nanoparticelle" (complimenti al coraggio dimostrato, di dare voce ad una problematica drammatica di sicurezza, in quanto si tratta di inquinanti solidi (detriti, in polvere), che possono scatenare flogosi continua nell'organismo).
Se vuole saperne di più la invito a leggere i documenti in allegato, che sono datati (luglio 2017) ma ben fotografano la situazione.
Io stesso come cittadino e genitore - così come il Codacons Piemonte a Torino, presso la Procura della Repubblica di Torino, che difende i diritti dei consumatori - sono parte offesa in un procedimento penale contro ignoti sulla sicurezza dei vaccini,  aperto dalla magistratura inquirente a seguito di un mio esposto depositato nel marzo 2017 come cittadino e genitore presso la Procura della Repubblica di Udine, ove il magistrato ha aperto un fascicolo con ipotesi di reato, trasferito quasi subito presso la Procura di Roma, per competenza territoriale.
Il fascicolo penale che mi riguarda è tuttora aperto, per ipotesi di reato di "farmaci guasti o imperfetti" e "delitti contro la salute pubblica". Come ho appurato confrontandomi con i miei legali in Roma, pochi mesi fa.
Invece a Torino il PM dr. Vincenzo Pacileo ha chiesto l'archiviazione dopo circa un anno di indagini ed una perizia, ma il Codacons Piemonte ha formulato opposizione alla archiviazione. Il GIP di Torino, sentito l'avvocato del Codacons Piemonte, la dr.ssa Tiziana Sorriento, si è riservato di decidere.
Legga con attenzione il documento in allegato, che spiega in cosa consiste questa contaminazione inorganica, sotto forma di particolato solido micro e nano-dimensionato (indagini d.rssa A.M. Gatti e dr. S. Montanari).

RAPPORTO BENEFICIO/RISCHIO DELL'ATTO SANITARIO DELLA VACCINOPROFILASSI
Tutto questo per dirle che - anche qualora un giorno i vaccini dovessero più "puliti" (e ce lo auguriamo tutti, perché è un diritto dell'utente del servizio sanitario nazionale avere farmaci sicuri a disposizione e controllati meglio), ed il problema degli inquinanti inorganici e biologici venisse in futuro annullato o ridotto, restano sempre dei farmaci, che contengono sostanze chimiche - e sostanze residuali di origine animale od umana, virali o cellulari - che possono comportare rischi per la salute, e scatenare reazioni avverse, anche gravi in alcuni casi. 
La valutazione del rapporto beneficio/rischio dell'atto sanitario che prevede la somministrazione del vaccino, dovrebbe essere sempre in capo al paziente, ed ai genitori o chi esercita la responsabilità genitoriale (tutori o affidatari), proprio per la componente di scommessa di cui sopra.
Un consenso all'atto sanitario estorto con il ricatto, con misure coercitive (sanzioni o addirittura discriminazione di accesso scolastico in caso di inadempienza) viola la libertà di coscienza, ed impedisce l'esercizio del consenso libero ed informato, sempre ritirabile senza subire pregiudizio
Impedisce dunque al singolo cittadino la difesa della propria integrità psicofisica, dall'intervento sanitario a cui è sottoposto: è diritto del paziente conoscere sempre tutti i pro e contro noti, e l'ampiezza del rischio dell'atto sanitario proposto, e poter decidere in libera coscienza.


MANCATA VACCINAZIONE: NESSUN PREGIUDIZIO ALLA SICUREZZA DEGLI SPAZI PUBBLICI PER LE MALATTIE PIU' GRAVI
Come si evince da una attenta analisi della relazione medico-scientifica preparata dal dr. Fabio Franchi, medico infettivologo triestino in pensione da alcuni anni, già dirigente del SSN, la mancata vaccinazione contro difterite, poliomielite e tetano (le malattie più temute, invalidanti o mortali), non mette a rischio la sicurezza degli spazi pubblici, in quanto la copertura vaccinale non garantisce alcun effetto gregge, per diversi motivi (tutti illustrati), ma al limite è, quando funziona (vi sono casi di no responder)  una misura discreta di protezione personale (comunque soggetta a perdere efficacia nel corso del tempo).

Rif. "Effetto gregge o immunità di gregge", a firma del dottor Fabio Franchi, medico chirurgo infettivologo
Per quanto riguarda il morbillo e la pertosse, rosolia e varicella, e le relative vaccinazioni, legga con attenzione le considerazioni del dottor Franchi.

L'ARTE MEDICA: UNA SCIENZA NON ESATTA
La medicina non è una scienza esatta, ma una "arte" ("ars medica", definita come tale anche in pregresse sentenze della Corte Costituzionale) che si avvale del contributo di varie discipline scientifiche (statistica, matematica, biologia, fisica, chimica, ecc..). Ma manca del carattere di ripetibilità del fenomeno, nei risultati delle sue applicazioni terapeutiche e farmacologiche. Pertanto, non essendo una scienza esatta, essa gioca con una componente di scommessa che risulta sempre inelubile. Inutile rimpiersi la bocca di parole come "scienza" o "la scienza dice che....".
Bene fanno i biologi a parlare di scienza e metodo scientifico, ed indipendenza di pensiero critico dell'uomo di scienza, che deve essere libero di esercitare il dubbio. 
Un po' meno i medici, nel senso che bisogna tenere presente i principi epistemologici, oltre che conoscere i capitoli passati della storia della scienza e della medicina, ed avere ben presente i limiti della loro arte medica, che non conferisce loro né poteri taumaturgici, né onniscienti ed onnipotenti. 
Il medico deve instaurare un rapporto di reciproca fiducia, una alleanza con il proprio paziente (deontologicamente fondata, fra l'altro), e gli deve essere garantita indipendenza di giudizio, non condizionato da interessi di case farmaceutiche o da interessi politici poco trasparenti. Questo stabilisce il codice deontologico medico, ribadito anche da alcune carte sovranazionali: indipendenza di giudizio ed alleanza con il paziente.

Solo così si avrà progresso autentico nel campo della salute e della biomedicina, 
e rispetto dell'individuo e dei suoi diritti naturali, inviolabili.

Cordialmente
Luca Scantamburlo
cittadino e genitore, 25 dicembre 2018

Testo liberamente riproducibile se citato Autore, data e fonte.

https://vaccinoconsapevole.blogspot.com/
socio della Associazione SSPP, Società Scientifica per il Principio di Precauzione, Roma
socio della associazione F.L.I.P. - Free Lance International Press, Roma,
socio di R.S.F., Reporters sans frontières / Reporters Without Borders / France

domenica 25 novembre 2018

VACCINI: AGGIORNAMENTO SULLE INDAGINI PENALI PRELIMINARI IN CORSO PRESSO LA PROCURA DELA REPUBBLICA DI ROMA

Statue of Themis, Chuo University, Japan.

di Luca Scantamburlo

25/11/2018

SICUREZZA E SOMMINISTRAZIONE DEI VACCINI AD USO UMANO IN ITALIA: RESPONSABILITA' PENALE COLPOSA IN CORSO DI ACCERTAMENTO

documento
SCARICA LA COMUNICAZIONE DI ISCRIZIONE PARTE OFFESA PROCURA REP. ROMAart. 335 CPP - SCANTAMBURLO LUCA, SETTEMBRE 2018

Sollecitato da più parti - genitori e cittadini italiani - ritengo opportuno aggiornare la mia posizione in qualità di parte offesa in un procedimento penale aperto contro ignoti dalla Procura della Repubblica di Udine, a seguito di un mio circostanziato esposto depositato nel marzo 2017, ed inviato per conoscenza anche all'Assessore Regionale alla Sanità dell'epoca in Friuli Venezia Giulia (che mai diede riscontro al sottoscritto), oltre che ai NAS di Udine ed al Codacons di Roma. La notizia di reato da me appresa a giugno 2017, fu anche portata da me nel luglio 2017 all'attenzione del Consiglio Regionale Friuli Venezia Giulia in carica all'epoca, che non si degnò nemmeno di rispondermi. 
L'esposto fu da me redatto per portare all'attenzione delle Autorità problematiche e criticità in merito ai vaccini in uso in Italia (sia ad uso civile sia militare), in qualità di cittadino e genitore obiettore alla profilassi vaccinale per precisa scelta responsabile, espressa a suo tempo di fronte alle Autorità sanitarie italiane, seguendo un iter di obiezione attiva quando anni fa fui invitato a dare il consenso od esprimere dissenso nei confronti di questo atto sanitario profilattico obbligatorio per legge, previsto per prima infanzia ed adolescenza. 
Dunque l'esposto vede me come parte offesa - avendolo firmato io - ma era rivolto indirettamente a tutela ed a beneficio non solo della mia prole, ma anche di tutti gli utenti del servizio sanitario nazionale italiano e dei loro figli, in quanto l'esposto chiedeva alla magistratura italiana di rilevare eventuali profili penali esistenti in merito alla situazione generale e specifica da me descritta, supportata da documentazione di analisi di laboratorio allegata all'esposto, e presente anche nella sua integrazione di luglio 2017 (quest'ultima consegnata di persona presso il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, NAS di Udine), che mostrava palesi evidenze - inoppugnabili - di una preoccupante contaminazione inorganica riscontrata in diversi campioni di vaccini analizzati nel corso degli anni, inquinati in varia misura e da varie sostanze inorganiche: queste sostanze, sotto forma di polveri (detriti finissimi) pare siano sempre costituite da particolato solido (anche ad alta densità atomica). Si parla di inquinanti inorganici presenti in tracce, talora ai limiti della identificazione.
Una situazione anomala già rilevata dagli addetti ai lavori statunitensi negli anni'80 del secolo scorso (legati anche alla FDA), e che avevano suonato un primo prudente campanello di allarme con una loro pubblicazione scientifica (senza comprendere, nondimeno, la gravità della situazione, in quanto le indagini di analisi chimica classiche dell'epoca non aveva appurato la consistenza solida, di polveri micro e nanodimensionate, delle sostanze non segnalate presenti nei vaccini, in concentrazioni diverse). La presenza di corpi estranei nei vaccini innescanti continua flogosi, è una seria problematica (nanotossicologica, correlata alle cosiddette "nanopatologie"), che si affianca al ben noto problema tossicologico, su cui usualmente si focalizza la attenzione.
Pertanto, in estrema sintesi: a proposito della sicurezza dei vaccini ad uso umano nell'ambito della loro produzione, somministrazione e farmacovigilanza, vi sono ancora attualmente almeno due fascicoli di indagini penali preliminari contro ignoti (ma ve ne potrebbero essere altri), su cui la magistratura inquirente italiana ha lavorato o lavora ancora oggi.
Essi sono stati aperti dai PM italiani a seguito di esposti depositati presso la Procura della Repubblica di Torino, dal Codacons Piemonte (con l'Avv. Tiziana Sorriento) ed a Udine da un cittadino e genitore (il sottoscritto Luca Scantamburlo). Di certo ve ne sono stati altri in Italia, depositati agli atti in varie Procure delle Repubbliche italiane o presso le caserme dei Carabinieri (soprattutto durante l'azione civile "Esposto Day", nei mesi di settembre ed ottobre 2017, organizzato da cittadini delle province di Varese e Vicenza), ma questi due fascicoli descritti sono fra i più noti mediaticamente.
Le indagini di Torino sono divenute penali nell'aprile 2017 (ipotesi di reato per medicinali guasti o imperfetti, ipotesi di violazione dell' art 443 cp), mentre il fascicolo aperto presso la Procura di Udine è stato trasferito quasi subito (marzo 2017) presso la Procura di Roma per competenza territoriale, ed era già penale.
Quest'ultimo fascicolo contempla  non una bensì due ipotesi di reato, come fatti criminosi:

* Art 443 cp (riferimento a "medicinali guasti o imperfetti")
* Art.452 cp (riferimento a "delitti colposi contro la salute pubblica")

La stampa italiana ed il mondo dei mass media della penisola sono stati inizialmente colpevolmente distratti, omettendo di dare alla opinione pubblica tale notizia di pubblico interesse e di commentarla adeguatamente, nonostante il sottoscritto a giugno 2017 ed anche nei mesi successivi, si preoccupò di scrivere ed informare diversi quotidiani italiani, anche con fax e raccomandate avviso di ricevimento inviate a taluni, e allegando una documentazione da cui si evinceva l'esistenza delle indagini penali in corso. 
Mentre la notizia delle indagini di Torino trovò quasi subito eco su La Stampa di Torino nel maggio 2017 (ma non il fatto che le indagini erano già divenute penali, in quanto si parlò sulle pagine del giornale torinese di un fascicolo senza ipotesi di reato), la notizia di reato delle indagini aperte ad Udine e trasferite a Roma, rimase nel silenzio dei quotidiani (direi omertoso) per diversi mesi,  fino al novembre 2017, nonostante l'ex giornalista e coraggioso saggista Gianni Lannes prima, ed il dr. Paolo Girotto di Radio Gamma 5 poi (emittente radiofonica veneta) avessero colmato il vuoto, rispettivamente nel giugno 2017 ed agosto 2017, con ampi servizi dedicati.
Seguì poi nell'autunno 2017 la divulgazione portata avanti dal programma serale di Radio Informazione Libera di Antonio Corcione (radio Web di Frosinone) ed il comunicato stampa a firma mia e dell'Avv. Grazia Antonio Romano, cassazionista del Foro di Potenza a cui affidai in principio la mia difesa: entrambi nel novembre 2017 notificammo agli italiani la situazione per iscritto con due pagine firmate. L'idea di un breve comunicato stampa fu mia (sono un ex giornalista pubblicista, dimissionario) e l'Avv. Romano fu entusiasta di partecipare. 
Grazie all'intraprendenza di centinaia di genitori e cittadini italiani di ogni dove - a cui mi rivolsi con appelli personali rivolti tramite social network e chat telefoniche - riuscimmo a far pervenire il comunicato stampa a decine e decine di quotidiani, radio ed organi di stampa, tempestati letteralmente da fax, email, raccomandate e telefonate. 
Alla fine il muro di omertà crollò quando la redazione de Il Fatto Quotidiano accolse la notizia e la commentò sulle sue pagine cartacee ed edizione Web, seppur brevemente ed in forma incompleta, pubblicando a fine novembre 2017 un articolo che finalmente rendeva giustizia alla verità dei fatti, ed informava gli italiani che delle indagini penali erano in corso di accertamento a Roma, in merito alle vaccinazioni ed alla loro sicurezza (non intesa come mancata copertura vaccinale, ma come qualità dei prodotti iniettabili, e sicurezza della loro somministrazione). Altri quotidiani italiani ripresero la notizia de Il Fatto Quotidiano, commentandola brevemente.
 Nell'articolo in questione io fui - per motivi a me non noti e direi incomprensibili - appellato con lo pseudonimo di "Michele", un nome di fantasia, (cosa che non io avevo mai chiesto), scelto per proteggere la mia persona. Mi fu spiegato da una giornalista de Il Fatto che la scelta fu fatta consapevolmente (parlai al telefono e mi scrissi con la giornalista che mi cercò dopo aver letto il nostro comunicato stampa ed aver interagito con il mio avvocato di allora, l'Avv. G.A. Romano, prima della pubblicazione dell'articolo, ed ella conosceva benissimo le mie generalità).
Del resto, avendo firmato con nome e cognome un pregresso comunicato stampa ed essendo stato intervistato senza problemi da diverse radio solo alcuni mesi prima, non pubblicare il mio nome cognome lo giudicai come una prudenza eccessiva, ma che non mi turbò più di tanto, in quanto l'obiettivo principale era stato centrato. Centinaia di genitori e cittadini coscienziosi (anche senza figli) avevano compreso l'importanza di informare la opinione pubblica ed i mass media delle indagini in corso, per invitare alla estrema prudenza la politica sanitaria tutta, e soprattutto i dirigenti sanitari e scolastici che avrebbero dovuto applicare le sanzioni amministrative e le ignobili discriminazioni scolastiche (non degne di un Paese civile) nei confronti degli inadempienti l'obbligo vaccinale per precisa scelta di prudenza da parte di genitori consapevoli, e previste dalla nuova Legge nr. 119/2017, convertita in legge dal Parlamento dopo burrascose discussioni ed emendamenti sulla base del Decreto nr. 73/2017, annunciato pubblicamente nel maggio 2017.

Entrambe le indagini penali citate sono ancora aperte anche se per quelle di Torino, il PM dr. Vincenzo Pacileo - a capo del Pool Salute e Sicurezza - ha chiesto mesi fa l'archiviazione delle stesse (e dunque la loro chiusura) al GIP di Torino, dopo circa un anno di indagini ed una perizia da egli disposta ed eseguita su alcuni campioni di vaccini da un docente di chimica analitica dell'Università di Torino, interpellato in proposito come esperto. 
In proposito, il Codacons Piemonte ha giustamente avanzato opposizione al Giudice il quale - sentita la parte che difende i consumatori (l'Avvocato Tiziana Sorriento) - si è riservato di decidere (credo sia prossimo il suo provvedimento oramai, ma io non ne conosco le tempistiche).
A questo proposito invito personalmente con il presente scritto tutti gli italiani - siano essi singoli individui o riuniti in Associazioni e comitati - che difendono i diritti umani, civili e la libertà di scelta in ambito terapeutico, a sostenere al massimo in questo preciso momento (anche economicamente, con donazioni) il Codacons Piemonte che si trova - come me - in prima linea nel cuore stesso del problema e di questa battaglia per la verità. Una battaglia che vede il Codacons Piemonte ora a pieno contatto con le massime articolazioni dello Stato che tutelano la legalità ed in particolare la sicurezza della salute individuale e collettiva. Senza giustizia e rispetto della verità, non vi può essere infatti la tanto agognata libertà che è il ritornello e lo slogan di tanti cori e rivendicazioni (più che legittime) urlate in strada negli ultimi mesi durante pacifiche manifestazioni e cortei che dal giugno 2017 si susseguono ininterrotte nel nostro Paese, contro la vaccinazione di massa, indiscriminata, imposta con ricatto e discriminazione da una classe politica indegna.
Posso confermare che le indagini di Roma partite dal mio scrupolo come cittadino e genitore preoccupato - aventi due ipotesi di reato - sono ancora aperte alla data presente (si veda il documento .pdf liberamente scaricabile, qui presentato, la comunicazione della Procura della Repubblica di Roma, ai sensi dell'art. 335 cpp), e che lo studio legale da me incaricato in Roma e che mi rappresenta dopo la mia revoca del mandato conferito all'Avv. Romano, ha lavorato e fornito della nuova documentazione già agli atti, depositata recentemente (sono vincolato al massimo riserbo in proposito). La richiesta di chiusura ed archiviazione riferita ad altri analoghi esposti di cui hanno parlato settimane fa diversi quotidiani e periodici italiani - fascicoli aperti a seguito di esposti depositati a Roma o ivi trasferiti da altre Procure od inoltrate da caserme dei Carabinieri - non ha mai riguardato il mio esposto ma altri fascicoli, per i quali evidentemente gli esponenti - posso supporre, ma è solo una mia illazione - potrebbero non aver mostrato sufficiente attenzione, investendo quello sforzo di energia e tempo successivo al deposito, che un atto così importante richiede se vuole essere fruttuoso. 
Depositare un esposto, o un esposto-denuncia, o addirittura una denuncia/querela, sono atti giuridici  gravosi di responsabilità, e dalle implicazioni imprevedibili non solo per chi li redige. Non sono neanche lontamente paragonabili ad una petizione online oppure ad una mera istanza alla pubblica amministrazione, e pertanto non devono mai essere affrontati con leggerezza.
Il sottoscritto ha revocato nel febbraio 2018 l'incarico conferito a suo tempo  (nell'autunno 2017) all'Avv. Grazia A. Romano del Foro di Potenza, ringraziandolo per il suo impegno speso pro bono per me e per tutti i cittadini italiani. L'Avv. G.A. Romano aveva infatti incontrato delle difficoltà contigenti che gli avevano impedito di essere presente in Roma nel gennaio 2018 per perorare la causa, come concordato fra noi. Il contatto con il nuovo studio legale da me incaricato, è avvenuto grazie all'aiuto di Nino Ferri della Associazione Vitalmicroscopio. Lo ringrazio pubblicamente qui, ed invito tutti gli italiani - semmai abbiano veramente a cuore il futuro dei nostri figli e dei figli del domani - a donare se non l'hanno già fatto sinora, per l'acquisto e mantenimento di un nuovo microscopio elettronico a scansione ambientale destinato alle ricerche condotte dal fisico Antonietta M. Gatti e dal marito, il farmacologo e nanopatologo Stefano Montanari, i quali meriterebbero come minimo a  mio avviso - per le loro scoperte ed il loro diuturno impegno scientifico lontano anni luce da conflitti da interesse e dalle case farmaceutiche - di essere candidati al Premio Nobel per la Medicina (studi e scoperte sulle cosiddette "nanopatologie").
A proposito degli ultimi sviluppi legati alle indagini penali che mi vedono parte offesa, non avrei potuto conferire con i miei legali in Roma - né avremmo potuto depositare settimane fa una perizia presso la Procura di Roma - se non avessi avuto l'aiuto economico e morale di tanti genitori e cittadini italiani cui mi sono rivolto, e che mi hanno cosentito con le loro spontanee donazioni di pagare le spese del perito scelto, e quelle di viaggio alla volta della capitale.
Non posso fornire ulteriori informazioni in merito, al momento. I miei legali sono professionisti molto seri che lavorano con estrema discrezione e prudenza, proprio a vantaggio della causa che si vuole difendere. Se i tempi saranno maturi, non escludo che si possa dire di più iin futuro. Per ora non si può.
Per quanto concerne il "principio di precauzione" recepito diversi anni fa dal diritto comunitario, e che è vincolante per l'Italia come principio giuridico, sono lieto che anche altri - oltre al sottoscritto ed al Codacons in primisi - si siano accorti negli ultimi giorni della sua esistenza, e lo si argomenti nelle proprie pagine web, siano esse di siti, social network o altro.

PRINCIPIO DI PRECAUZIONE ED ISTANZA AL SINDACO
Infatti, proprio il principio di precauzione sopra discusso è stato fra le ragioni giuridiche portate all'attenzione della pubblica amministrazione locale da centinaia e centinaia di cittadini italiani, in una azione civile nazionale denominata "Istanza al Sindaco", o "Sindaco Day", ed ideata da me e da un altro genitore residente in Veneto, nella primavera 2018.
Per mesi, sin dall'aprile 2018, centinaia di genitori e cittadini di più Regioni di Italia hanno rivolto al proprio sindaco la cosiddetta ”Istanza al Sindaco” per una sospensione in via cautelare dei profili discriminatori e sanzionatori previsti dalla Legge 119/2017. Sono già state depositate e protocollate istanze in diversi comuni delle seguenti Regioni: Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Piemonte, Veneto e Valle d’Aosta. In tutto questo, una stampa ed un sistema mass-mediatico distratto per non dire altro, ha dato poca visibilità o non ha dato alcuno spazio a questa notevole forma di partecipazione popolare ai problemi della comunità: i cittadini si stanno affiancando alla pubblica amministrazione locale avanzando proposte e documentando le loro preoccupazioni, nell’interesse generale. Diventano possibile fonte di diritto.
Nell’aderire volontariamente a questa azione civile nazionale, i cittadini italiani hanno preparato e preparano personalmente l’istanza al Sindaco (richiesta di procedimento amministrativo) ai sensi del IV comma dell’art. 118 della Costituzione della Repubblica italiana (“principio di sussidiarietà orizzontale“), ed ai sensi del principio di precauzione del diritto comunitario (art. 191 TFUE, rif. Comunicazione della Commissione Europea sul principio di precauzione, Bruxelles, 02.02.2000,).
Cose che la maggior parte dei Sindaci italiani sembra ignorare, stando ad alcune fredde e brevi loro risposte alle istanze, che hanno rigettato e rigettano quasi sempre la istanza senza entrare nel merito dei problemi sollevati dai cittadini e messi agli atti, e sottovalutando la responsabilità penale colposa in corso di accertamento.

I cittadini hanno allegato ed allegano 8 (otto) relazioni tecniche, che nella primavera 2018 Valentina De Guidi (il genitore del veronese che ha ideato con me l'azione civile, e membro di un comitato spontaneo di genitori chiamato "Genitori attenti") ed io, abbiamo commissionato ad addetti ai lavori del mondo giuridico, genetico, medico-scientifico, chimico fisico e farmaco-economico, nonché epistemologico. Presentammo alcuni di questi addetti ai lavori nel corso di un importante convegno denominato "L'autodeterminazione del cittadino", che organizzammo a Verona l'11 marzo 2018, presso l'Auditorium Verdi di Verona Fiere.
Oltre duecento pagine di allegati fondano la istanza al Sindaco, e che mostrano come la discrezionalità di agire del Sindaco – in base alle proprie prerogative ed attribuzioni – può portare ad una iniziativa politica che scongiuri o minimizzi minacce o potenziali rischi non meglio valutati per la salute pubblica della comunità di cui il Sindaco è primo cittadino, e difenda i diritti umani e civili tutelati a livello costituzionale (artt. 2,3,13,32 e 34) ed internazionale. Potenziali rischi che possono avere anche serie conseguenze sulla salute, a breve o lungo termine, in misura non determinabile a priori.
Negli allegati tecnici vi è anche la notizia delle ipotesi di reato della magistratura inquirente, attiva da oltre un anno sul versante della sicurezza dei farmaci vaccini. Che uno Stato – ed ora anche la pubblica amministrazione locale, cioè gli Enti locali – impongano coercitivamente (con ricatto di sottrazione del diritto alla istruzione e socializzazione dei fanciulli) farmaci oggetto di indagine per potenziali inquinanti inorganici – che ne indicano la loro possibile imperfezione – è davvero al di fuori di ogni buon senso e principio di precauzione.
Per fortuna, almeno sette (7) sindaci - fra Veneto e Friuli Venezia Giulia - hanno ritenuto di non rigettare la istanza al sindaco rivolta loro da una cittadinanza preoccupata e vigile: seppur non emanando alcuna ordinanza urgente e contingibile a tutela della inclusione scolastica di tutti, a prescindere dal profilo sanitario dei bambini, essi hanno avuto il coraggio di inoltrare la istanza (allegati compresi) ad enti terzi competenti: chi al Ministero della Salute, chi alla ASL ed alla Regione, chi alla Prefettura o al proprio Presidente di Regione. Chi anche ad una combinazione di tutte queste figure ed autorità. Perché fossero loro a valutare la istanza al sindaco e le ragioni dei cittadini, che evindentemente avevano messo in imbarazzo la pubblica amministrazione locale, vista la complessità della materia affrontata, ed il sopruso di diritti umani e civili inalienabili.
Alla istanza al Sindaco come azione civile, libera e spontanea (a costo zero praticamente, a parte le fotocopie) hanno aderito anche alcune associazioni, non solo privati cittadini o comitati di genitori: oltre alla associazione perugina del primo legale che con professionalità ed impegno firmò la prima relazione giuridica di supporto alla istanza, hanno aderito anche l'associazione Alister di Trieste, ed a vario titolo diversi membri della associazione friuliana Piano B.
Peccato che altre associazioni italiane non abbiano fatto propria la azione della istanza al Sindaco, invitando i propri associati ad aderire: invece di soli sette (7) sindaci non indifferenti alle sollecitazioni dei cittadini, forse ne avremmo potuti avere 70 o 100, in tutta Italia. Diffondendo dunque dal basso, la verità sulle vaccinazioni, sui rischi e benefici di questo atto sanitario invasivo, profilattico. E soprattutto l'esistenza delle indagini preliminari penali nell'ambito della sicurezza dei vaccini.
Se veramente è la salute che sta a cuore dei decisori politici, essi lo dimostrino con fatti in coerenza con la realtà, e chi di dovere si adoperi perché questi farmaci vaccini che vengono iniettati per via intramuscolare sin dal terzo mese di vita degli infanti, vengano meglio monitorati in qualità e ne sia studiato il problema di sicurezza emerso recentemente. Una prossima moratoria e sospensione dell’obbligatorietà (non il loro ritiro dal commercio, estrema soluzione) non solo è possibile, ma è la cosa più sensata da fare per tutelare la salute pubblica quando sostanze inquinanti non segnalate, di natura inorganica e solida, anche ad alta densità atomica, sono presenti in misura diversa nei vaccini ad uso umano. Ciò andrebbe a tutela anche di chi si vaccina senza se e senza ma, perché nel futuro immediato verrebbero garantiti maggiori controlli ed un domani anche vaccini di qualità superiore. A beneficio dunque di tutti. Ma in una situazione di farmaci offerti, a disposizione e su richiesta, non imposti in maniera indiscriminata e con coercizione o ricatto. Una volta risolto tale problema drammatico di sicurezza – chissà quando, visto che non se ne vede la volontà da parte della classe dirigente italiana – la costante presenza nei vaccini oltre all’antigene immunizzante, di sostanze chimiche segnalate correttamente nei bugiardini come antibiotici, conservanti e stabilizzanti – che garantiscono la “shelf life” (data di scadenza o vita del prodotto farmaceutico sullo scaffale) ed anche di adiuvanti in certi vaccini, presenti per potenziare la riposta immunitaria – sconsiglia assolutamente una vaccinazione di massa indiscriminata che non tenga conto delle caratteristiche uniche dell’individuo e di una personalizzazione della cura nonché del consenso libero ed informato del paziente, che fra l’altro si sottopone da sano ad una terapia farmacologica profilattica la cui componente di scommessa è ineludibile come atto medico invasivo.

CONTAMINAZIONE BIOLOGICA
Esiste anche - come da me ricordato nel comunicato stampa datato 04 settembre 2018, a mia firma e del genitore Valentina De Guidi del veronese - il problema della contaminazione biologica e della mutazione imprevedibile del genoma virale attenuato: la contaminazione o la presenza di “sostanza residua” costituita da residui di DNA umano (quello di origine fetale è usato per la produzione di alcuni vaccini, come quello contro la rosolia o la varicella) o residui virali o cellulari di origine animale provenienti dalle colture in laboratorio, sollevano problemi etici non marginali, ed è un rischio che è noto alle ditte farmaceutiche e recentemente la questione è stata portata alla attenzione anche della opinione pubblica e delle Autorità (deposito di un esposto-denuncia presso la Procura della Repubblica di Roma in data 16 agosto 2018) da una lodevole iniziativa della Associazione Corvelva (Coordinamento Regionale Veneto per la Libertà delle Vaccinazioni). Questa associazione veneta sostiene e si batte – come altre realtà italiane – per una vaccinoprofilassi libera da imposizioni o discriminazioni, ed ha commissionato ad un laboratorio specializzato esami su alcuni campioni di vaccini, ed i risultati delle analisi NGS di sequenziamento genetico hanno evidenziato che alcuni non sarebbero conformi in termini di sicurezza ed efficacia.
Quindi oltre alla contaminazione inorganica al centro delle indagini della magistratura inquirente, è rilevante anche la presenza di contaminanti di origine biologica, o meglio di "residui" genetici estranei.
Spero di aver chiarito con questo mio comunicato, la mia posizione in qualità di parte offesa e l'attuale situazione in merito alla imposizione di farmaci (i vaccini sono farmaci) oggetto di indagini da parte della magistratura italiana, nell'imbarazzante silenzio della maggior parte dei giornalisti italiani, e nella quasi totalità dei politici italiani.
Sul perché poi numerosi difensori delle libertà civili e dei diritti umani persistano nel mantenere il silenzio su questa notizia di reato, resta un mistero che consegno alla riflessione di tutti i cittadini e genitori italiani, preoccupati come me di come il nostro Paese stia andando alla deriva, soprattutto dal punto di vita etico, morale.
E di come noi italiani - ed è la cosa più tremenda - sembra non ce ne rendiamo sufficientemente conto.

Luca Scantamburlo
socio della Società Scientifica per il Principio di Precauzione
e per la Medicina basata sulle 4P / SSPP, Roma

socio della  F.L.I.P. / Free Lance International Press, Roma
socio di R.S.F., Reporters sans frontières / Reporters Without Borders, Parigi, Francia


25 novembre 2018
Testo liberamente riproducibile, citando sempre Autore, data e fonte.

Ulteriori informazioni:
Comunicato stampa
VACCINI ED ACCESSO SCOLASTICO: VIOLATO IL PRIMO COMMA DELL’ART. 34 DELLA COSTITUZIONE?, 04 settembre 2018
https://11marzo2018veronacittadinisovrani.wordpress.com/2018/09/07/vaccini-ed-accesso-scolastico-violato-il-primo-comma-dellart-34-della-costituzione/


giovedì 26 luglio 2018

SPESE DELLA DIFESA LEGALE PENALE: VACCINI ED INDAGINI PENALI, ROMA

aggiornamento spese/donazioni, 

29 ottobre 2019 - 11 novembre 2019




SALDO AVV. ALESSANDRA DEVETAG

Fattura a saldo

Buongiorno a tutti
L'avvocato Alessandra Devetag mi ha fatturato il saldo della sua assistenza legale (parcella onorario), per mio pagamento a mezzo bonifico a buon fine.
Ringrazio l'Associazione di promozione sociale "Piano B" del FVG per avermi consentito il saldo, con una donazione che ha coperto quasi interamente il dovuto.
Ringrazio anche la associazione Comilva che mi ha donato qualcosa per fare fronte alle ingenti spese legali /alle liti che sto affrontando ed affrontero' nel contenzioso civile.
Luca Scantamburlo
11 novembre 2019




Buongiorno a tutti
L'avvocato Alessandra Devetag dello Studio Volli di Trieste - come d'accordo in fase di conferimento procura - mi  ha mandato notula di saldo del suo lavoro legale di reclamo (€ 918,24) avverso il decreto di archiviazione, ex art 410 bis comma III. Quando avrò saldato l'onorario dell'avvocato, Ella mi invierà la fattura per quietanza.
Metterò al più presto a disposizione di tutti - in questo blog - il lavoro di reclamo dell'Avv. A. Devetag, su suo permesso, a beneficio di tutti per le argomentazioni portate all'attenzione del Giudice monocratico del Tribunale penale di Roma, che he la definite "pregevoli", nonostante il reclamo sia stato respinto.
Attualmente non dispongo ancora della cifra necessaria per il pagamento della parcella. Ho aperto un conto corrente bancario, le cui coordinate si trovano sulla parte destra del mio blog personale, cliccando sulla immagine DO/NATION, con le mani in silhouette.

Ringrazio sin d'ora quanti vorranno contribuire con donazioni di modico valore, anche perché a giorni dovrò fronteggiare la seguente situazione: ingenti
spese alle liti nel contenzioso civile di Trieste (se dovessi perdere il reclamo), oppure ingenti spese di memorie legali da preparare per la Consulta (se dovessi vincere il reclamo).

Luca Scantamburlo
29 ottobre 2019

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13-17 giugno 2019

SPETTANZE PAGATE AL DIFENSORE PENALISTA NOMINATO CHE HA ESTRATTO ATTI E DEPOSITATO IL RECLAMO


Buongiorno a tutti
Ho provveduto a saldare anche le spettanze relative all'Avvocato Claudia Aurnia, la collega penalista della dr.ssa Devetag, che presso la Procura della Repubblica di Roma ha estratto gli atti e depositato il reclamo avverso il decreto di archiviazione,ex art 410 bis comma III.
L'Avvocato Aurnia e' iscritta alla Camera Penale di Roma e si occupa di investigazione difensiva, collaborando con un noto studio legale della capitale, lo studio Avv.ti Giffone-Belcastro.

La dr.ssa Aurnia e' il legale sostituto/nominato dall'Avv Devetag di Trieste. La dr.ssa Aurnia  si e' occupata sinora della visione faldoni del procedimento RG nr. 50866/2017 c ignoti, della richiesta e ritiro copie, e del deposito reclamo avverso decreto archiviazione,  ex art 410 bis comma III CPP.
Per un totale di spettanze cosi' riepilogato:

 € 150,00 Spese generali su onorari 15%

€ 22,50 Cassa Avvocati 4%

 € 6,90 Marca da bollo per la richiesta copie richiesta e decreto di archiviazione con urgenza € 8,73 

Marca da bollo per la richiesta copie del fascicolo € 54,26

Marca da bollo per attestazione del deposito del reclamo ex art. 410 bis € 3,87

Marca da bollo € 2,00

Totale onorario /spettanze
€ 248,26

Pagato da Luca Scantamburlo con bonifico in data 11.06.2019. Segue la fattura.


Ringrazio quanti hanno donato nei mesi scorsi, rendendo possibile il reclamo avverso la archiviazione del procedimento penale sulla sicurezza dei vaccini.

Luca Scantamburlo
13 giugno 2019

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02 giugno 2019

DEPOSITATO RECLAMO PRESSO IL TRIBUNALE PENALE IN COMPOSIZIONE MONOCRATICA
EX ART. 410 BIS C.P.P.
AVVERSO DECRETO DI ARCHIVIAZIONE:
ONORARIO PAGATO

Ecco la fattura di € 2000 dell'Avv. Alessandra Devetag dello Studio Volli del Foro di Trieste, fattura per lavoro di redazione reclamo, e da me pagata con bonifico bancario (data fattura 29.05.2019). Il deposito avverso il decreto di archiviazione è stato depositato presso il Tribunale penale in composizione monocratica, in data 31.05.2019.



Fattura onorario Avv. A. Devetag, Studio Volli, maggio 2019

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17 maggio 2019

VACCINI ED INDAGINI PENALI: PAGATO L'ONORARIO ALL'AVVOCATO DI ROMA,
CHE HA RINUNCIATO AL MANDATO. 
CONFERITO MANDATO A NUOVO LEGALE


Fattura onorario Avv. Giuseppe N. Madia, maggio 2019

In data 14 maggio 2019 ho conferito ufficiale mandato di difesa ad un nuovo legale, in quanto l'Avvocato Nicola Giuseppe A. Madia del Foro di Roma - che mi ha rappresentato dal febbraio 2018 sino alla primavera 2019 - ha espresso volontà in data 07 maggio 2019 di declinare il mandato difensivo.L'avvocato Madia ed i suoi collaboratori avevano  già depositato una opportuna ed eccellente istanza di sollecito di indagini rivolta alla Magistratura inquirente romana, nell'ottobre 2018, con in allegato una perizia giurata. 
Ecco la fattura in copia conforme cartacea pari a € 3487,54 che testimonia il mio pagamento avvenuto a mezzo bonifico bancario: la somma totale è scorporata dal fondo spese preventivato, in quanto contiene le spettanze del lavoro svolto nel 2018 e nel 2019. Il fondo spese era stato previsto nel preventivo per un lavoro futuro che - a fronte del declino del mandato difensivo - non verrà svolto dallo studio Madia.
Userò il residuo delle donazioni raccolte per pagare le spese del nuovo legale, che già è all'opera non solo per studiare il caso, ma per portare a compimento ogni azione necessaria per la tutela della parte offesa e del lavoro depositato con l'esposto, e svolto successivamente.
Darò conto delle nuove spese e - solo se strettamente necessario - riaprirò le donazioni. Alla data del 09 aprile 2019 le donazioni raccolte a mezzo bonifico bancario ammontavano a € 6756, più donazioni raccolte a mezzo contante pari a € 690, pari ad un totale raccolto di € 7446.


Ringrazio tutti gli italiani che hanno donato, per avermi consentito di regolare le spettanze 2018 e 2019 dello studio legale di Roma, e per pagare l'attività professionale del nuovo legale a cui ho conferito mandato nel mese di maggio 2019.

Luca Scantamburlo
17 maggio 2019

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VACCINI ED INDAGINI PENALI DI ROMA:
ONORARIO
E FONDO SPESE DIFESA

CHIUSE LE DONAZIONI

07 aprile 2019

In data 07 aprile 2019 chiudo le donazioni - solo per il momento - perché è stata raggiunta la somma necessaria per pagare il preventivo spese dell'acconto iniziale pari a € 5980 (incluso spese generali e cassa avvocati), che non è ovviamente l'intera parcella, la quale non è quantificabile allo stato del procedimento attuale. Lo studio legale di Roma da me nominato nel febbraio 2018 mi difende come parte offesa nel procedimento penale contro ignoti nr. 50866/2017, presso la Procura della Repubblica di Roma, in merito alla sicurezza dei medicinali vaccini (tutti quelli previsti dal SSN) e dunque alla correlata farmacovigilanza italiana (responsabilità penale colposa in corso di accertamento, ipotesi di reato artt. 443 e 452 CP).
Ringrazio di cuore quanti hanno contribuito per raggiungere il fondo spese/onorario difesa legale.
Alla data della presente, risultano accreditati tramite bonifico bancario un totale di € 5750, ed un totale di donazioni contanti da me raccolto pari a € 690.
Attendo nei prossimi giorni la comunicazione dell'IBAN dello studio legale di Roma. per predisporre il bonifico, come d'accordo. Seguirà la quietanza pagamento, dopo bonifico, come d'accordo con lo studio legale.
Luca Scantamburlo
07 aprile 2019

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06 marzo 2019

Lo scorso autunno 2018 i miei avvocati difensori che operano professionalmente nella città capitale, hanno depositato una perizia giurata ed asseverata presso la Procura della Repubblica di Roma, in un sollecito di indagine rivolto alla Magistratura inquirente.
Se non fosse stato per i genitori e/o normali cittadini di tutta Italia che mi hanno aiutato con piccole donazioni spontanee a pagare la perizia, e le piccole spese ed il viaggio alla volta di Roma - e relativo soggiorno di una notte - per incontrare i legali a cui ho dato mandato per difendermi in qualità di parte offesa in un procedimento penale preliminare, oggi probabilmente non saremmo qui a discutere.
Né io sarei ancora la parte offesa che sono. Inoltre, se ancora non è chiaro, sottolineo che la natura del mio esposto depositato a marzo 2017 presso la Procura della Repubblica di Udine - ove è stato aperto il fascicolo penale, prima del suo quasi immediato trasferimento a Roma - e da cui i magistrati hanno tratto ipotesi di reato in merito alla sicurezza e somministrazione e vigilanza dei farmaci vaccini, mi qualifica informalmente come un soggetto analogo o simile al portatore di interesse collettivo.
Formalmente non posso definirmi tale in quanto io sono un privato cittadino e non sono il legale rappresentante di una associazione di promozione sociale, i cui aderenti sono legati da un vincolo e da obiettivi comuni, in genere di solidarietà sociale.
Nondimeno i miei interessi legittimi e soggettivi sono anche quelli degli altri italiani (tutti hanno interesse che i farmaci del SSN a disposizione, siano i più puliti e sicuri, e siano dei prodotti farmaceutici preparati a regola d'arte, senza inquinanti inorganici sotto forma di detriti solidi), e siccome sono intervenuto presso le Autorità giudiziarie argomentando anche di sicurezza dei farmaci vaccini e della loro qualità come prodotti iniettabili, in rapporto alla somministrazione collettiva, e siccome le ipotesi di reato individuate dai magistrati sono  contro ignoti per "farmaci guasti" (o imperfetti), art. 443 C.P., e "delitti colposi contro la salute pubblica" (art. 452 C.P.), è evidente che il fascicolo nato dal mio scrupolo di cittadino e genitore preoccupato, rappresenta idealmente (e forse non solo) l'interesse di tutti gli utenti del servizio sanitario nazionale, poichè al centro c'è una questione "drammatica" di sicurezza di tutti i vaccini ad uso umano impiegati in Italia.
L'azione penale in Italia è - come si sa - obbligatoria qualora la magistratura rilevi un illecito penale.
Io non ho depositato/formulato una denuncia ma depositato un circostanziato esposto ricco di allegati tecnici, in quel mese di marzo del 2017. I profili penali sono stati individuati dalla magistratura inquirente non da me. Questo aspetto è importante da sottolineare.
Stessa cosa dicasi per il Codacons Piemonte - anch'esso parte offesa in un procedimento penale preliminare sin dalla primavera 2017, ancora in corso presso la Procura della Repubblica di Torino - con la differenza che il Codacons è un formale ed autentico portatore di interesse collettivo.
Si legge infatti dal punto sei (6) del loro statuto: 

"[...] L'Associazione, inoltre, tutela tutti i diritti e gli interessi individuali e collettivi dei consumatori, degli utenti e dei contribuenti, nei confronti di qualsiasi soggetto, promuovendo azioni giudiziarie; interviene nei giudizi civili, penali e amministrativi".
Fonte: CODACONS, Coordinamento di associazioni per la tutela dell'ambiente e dei diritti di utenti e consumatori con sede in Roma, associazione onlus "di volontariato di cui alla L. 266/91 autonoma, senza fini di lucro a base democratica e partecipativa che persegue esclusivamente obiettivi di solidarietà sociale"


Fra l'altro, i due esposti che hanno fatto scattare le indagini - a Torino ed a Udine - sono simili, ed hanno in comune una parte di documentazione scientifica ed argomentazioni, seppur redatti indipendentemente l'uno dall'altro. Quello di Roma proveniente dalla Procura di Udine, ha fatto nascere una indagine più corposa, elencando fra i fatti criminosi al vaglio anche i "delitti colposi contro la salute pubblica".
Certamente se vi sarà un ipotetico e successivo rinvio a giudizio in uno o in entrambi i procedimenti penali in corso di accertamento (presso la Procura di Torino ove è all'esame la documentazione ed il fascicolo nato dalla azione giudiziaria del Codacons Piemonte, e quella di Roma ove è agli atti il fascicolo penale ancora aperto, nato dalla azione del sottoscritto), chiunque ne abbia titolo e dimostri ve ne siano le ragioni e le evidenze documentali - comprese le associazioni di promozione sociale e/o a tutela dei consumatori, non solo i singoli cittadini - potrà costituirsi parte civile nella fase processuale al pari della possibilità concessa alla stessa parte offesa del procedimento, qualora dimostri di averne già titolo e ne manifesti la volontà.
Ora - dopo più di un anno dal momento del mio conferimento del mandato di difesa da me sottoscritto a febbraio 2018 (è stata l'Associazione Vitalmicroscopio di Roma che ancora oggi ringrazio, ad avermi aiutato a trovare uno studio legale di avvocati penalisti di Roma che si facesse carico di questo fardello, dopo la mia revoca all'Avv. G.A. Romano del Foro di Potenza causa sua impossibilità a recarsi a Roma in tempi stretti) - giustamente i professionisti forensi chiedono il conto per il lavoro svolto, e per quello - difficile - che si accingono a fare.
Il primo preventivo che ho ricevuto è un acconto di onorario e fondo spese (inziale) - a cui seguirà quietanza di pagamento dopo il mio bonifico ( € 5980, tributi/imposte incluse, vedi immagine qui di seguito) che metterò a disposizione pubblicamente (lasciando i dati fiscali, ma omettendo nominativo ed indirizzo dello Studio legale).
Dico subito che non si può stabilire a priori a quanto ammonterà la parcella finale, né quanto durerà la fase procedimentale del penale, e la eventuale fase processuale se vi sarà un futuro rinvio a giudizio. Forse anni. Ne sono consapevole io ed in primis i miei legali che mi hanno illustrato la problematica. Non vi sono garanzie di successo. Non si può prevedere l'evoluzione delle cose.




Una cosa è certa e lo è soprattutto anche agli avvocati dello studio legale che mi seguono: sarà una battaglia giudiziaria difficilissima e lunga, visto tutto il contesto. E soprattutto, osservo io, considerato il pessimo clima mediatico e politico attuale, e la caratura ed il fronte di fuoco avverso con cui ci si confronta, centrato su un paradigma di sapere unico e dominante, che soffoca ogni dissenso ed ogni rivendicazione bioetica e di buon senso, piegando ed ingannando la politica anche attraverso l'uso di informazioni errate, e talvolta di vere e proprie spudorate menzogne.
Per quanto mi riguarda, attualmente non posso permettermi a livello economico di pagare nemmeno una parte di questo acconto, ed anche se me lo potessi permettere, non troverei giusto che fossi io a pagare per una cosa di cui beneficiano e beneficeranno - o potrebbero beneficiare - tutti gli italiani, compresi chi i vaccini li richiede tutti ed a gran voce, per sé o i propri familiari, perché convinto sostenitore senza remore o esitazioni.
Da procedimenti penali del genere - qualora si evolvano in fasi processuali - si possono avere di riflesso maggiori controlli istituzionali e più attenzione all'atto della somministrazione ed alla qualità del prodotto, responsabilizzando chi di dovere. Ed anche il mondo della politica sanitaria ne uscirebbe più attento, rispettoso e cauto o riluttante nel prendere decisioni potenzialmente lesive delle libertà personali. La farmacovigilanza da passiva qual è oggi, tranne rare eccezioni nel passato recente (come Veneto e Puglia), potrebbe diventare attiva.
La profilassi vaccinale potrebbe passare da obbligatoria a raccomandata e di routine, senza misure coercitive. Analogamente a quanto accaduto in Giappone negli anni'90, quando la Corte di un Tribunale (Regionale, a Tokyo) ed i processi e le condanne inflitte, portarono le istituzioni giapponesi a rivedere completamente la propria politica sanitaria in tema vaccini, proprio per evitare responsabilità e pagamenti in caso di danni da vaccino, causati da mancata informazione (o incompleta) da parte delle Autorità sanitarie, che imponevano l'atto sanitario in una cornice di obbligo.
Queste indagini penali preliminari - comprese quelle di Torino aperte grazie all'impegno dell'Avv. Tiziana Sorriento del Codacons Piemonte - sono la possibile testa di ariete con cui sfondare il clima oppressivo e dominato dal pensiero unico, ed invocare nel contesto politico ed istituzionale il buon senso e l'applicazione del principio di precauzione nel contesto della vaccinoprofilassi.
Non è tollerabile in uno Stato di diritto che diritti costituzionalmente garantiti, come il diritto alla istruzione ed alla socializzazione scolastica, siano subordinati a dei vincoli di trattamento farmacologico obbligatorio, estorto con misure coercitive che fra l'altro ledono il principio consensualistico del paziente o del suo rappresentante legale (fondato deontologicamente in ambito medico e tutelato a livello internazionale). Il fatto che questi farmaci vaccini siano ipotizzati imperfetti e vi siano altre ipotesi di reato al vaglio, è un fattore aggravante, e solleva inquietanti domande su chi e cosa governi realmente la politica sanitaria in Europa, sin dal 2014.
Il silenzio dei mass media in proposito è una offesa al codice deontologico giornalistico ed alla intelligenza di tutti gli italiani che esercitano il pensiero in modo critico e libero.
La guerra creata ad arte a livello mediatico, costruendo etichette ed opposte fazioni (pro e contro i vaccini) è palesemente una opera di ingegneria sociale e manipolazione della informazione e della opinione pubblica che ha fratturato la società civile, creato dolore e discriminazione, angoscia, ansia e congelato migliaia e migliaia di menti pensanti, gettando il Paese nel caos sia a livello amministrativo, sia a livello morale e politico.

Ogni piccolo aiuto ricevuto come donazione ed atto di liberalità, servirà a pagare le spese legali iniziali ed altre spese correlate al procedimento penale in corso. Decidete liberamente se aiutare o meno, anche in base alle vostre possibilità.

Mi sento di concludere con queste parole: non lasciamo morire il diritto del cittadino e la difesa della Giustizia, ed aiutiamo i professionisti che operano al servizio della verità e del suo riconoscimento.
Senza trionfo della verità, non si può avere né Giustizia né libertà.

Grazie a tutti
Luca Scantamburlo
06 marzo 2019

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Donazioni chiuse al momento

07 aprile 2019 - Grazie a chi ha donato
L.S.

PARTE OFFESA NEL PROCEDIMENTO PENALE NR. 50866/2017,

PROCURA DELLA REPUBBLICA DI ROMA

IBAN:              IT XX X XXXXX XXXXX 000XXXXXXXXX
BIC/SWIFT     UNCRITM1UN9XXXXX
Conto nr. 000XXXXXXXXX intestato a

Luca SCANTAMBURLO,  Fil. Cividale del Friuli (UD)

CAUSALE: donazione modica da NOME-COGNOME RAG.SOC. donante, città prov. di residenza, EMAIL, per spese L. Scantamburlo, proc. n. 50866/2017 

Indicare simbolo @ in disposizioni bonifico, usando la dicitura (at)

oppure, se sprovvisti di email, indicare l’indirizzo completo domicilio:

CAUSALE:  donazione modica, da NOME-COGNOME /RAG.SOC. donante, via num. cap, città prov. residenza, per spese L.Scantamburlo, proc. n. 50866/2017


Le indicazioni di indirizzo (email o domicilio) sono necessarie per ricevere la pezza giustificativa (ricevuta generica)  della donazione atto liberale. I dati raccolti sono soggetti alla normativa vigente sulla privacy (privatezza), Decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 CODICE IN MATERIA DI PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI, ed alla nuova normativa Regolamento Europeo,   la nr. EU GDPR 2016/679, ed usati soltanto ed esclusivamente per i fini ed adempimenti fiscali/tributari dovuti.

In qualunque momento si potrà richiedere l’accesso e la cancellazione dei propri dati personali (fatti salvi quelli già riprodotti nei documenti a fini fiscali), ai sensi del Titolo II – Diritti dell’interessato (Codice Privacy, nr. 196/2003).

Statue of Themis, Chuo University, Japan.

Credit: Wikipedia
.


                                  

OK SPESA 1° PERIZIA  

Un grazie di cuore a chi ha donato

30 luglio 2018 - ultimo aggiornamento 22 agosto 2018
Ho provveduto a saldare il conto della prestazione professionale del perito del Tribunale a cui mi sono rivolto. Seguirà fra alcune settimane la fattura, a documentazione consegnata (in fase di consegna, entro fine agosto 2018).
La documentazione a me necessaria prodotta dal perito, verrà da me consegnata personalmente al mio legale nel settembre 2018 in Roma, presso cui mi devo recare in ogni caso per confrontarmi e concordare azioni. L'eventuale eccedenza positiva delle donazioni di modico valore ricevute (e di quelle che riceverò eventualmente in futuro se le donazioni verranno riattivate), sarà sempre trasparente per Voi (in chiaro) ed a mia disposizione per le spese del procedimento penale, e servirà per pagare il viaggio/viaggi alla volta di Roma per la prossima visita presso lo studio legale che ho nominato e che ha sede in Roma, e per le spese piccole e grandi dell'anno 2018 e degli anni successivi (in caso di proroga indagini oppure in caso di rinvio a giudizio, accolto), in merito al procedimento penale in cui sono parte offesa. Appena possibile produrrò la pezza  giustificativa/ricevuta/fattura attestante il lavoro pagato. Esibisco intanto qui nel mio sito/blog personale, la spesa notarile della procura (febbraio 2018) che ho affrontato per conferire mandato al mio attuale difensore, e la scalo dal totale di eccedenza (saldo positivo donazioni).
Ometto di scalare dal saldo donazioni  sia il costo delle affrancature (raccomandate) e marche da bollo da me acquistate in precedenza, sia il costo dei viaggi che ho già compiuto alla volta di Roma, sin dal 2017 - per seguire il procedimento penale. Ne includerò invece il costo come spesa di posta affrancatura, e di viaggio per e da Roma (per concordare con il legale, azioni), e di marche da bollo, per le prossime spese successive sostenute a partire da giugno 2018, assieme ad altre spese varie ed eventuali.
Soltanto se strettamente necessario riaprirò le donazioni per fronteggiare nuove spese che potrebbero sorgere in merito al procedimento penale in oggetto presso la Procura della Repubblica di Roma (presente dal marzo 2017, mese in cui è stato aperto presso la Procura della Repubblica di Udine, a seguito mio esposto, e subito trasferito a Roma per competenza territoriale). Non voglio accumulare ingenti capitali a tre o quattro zeri - né lo considero moralmente giusto - se non è definitiva e certa la spesa da affrontare e che posso affrontare solo con l'aiuto degli Italiani. Ci tengo in ogni caso a dire che una simile generosità e prontezza di risposta - e che ho visto concretamente nel giro di sole poche ore, da parte di tanti cittadini e genitori di tutta Italia che hanno voluto contribuire per aiutarmi ad aiutare Voi, i nostri figli, e la società civile - è stato un gesto nobile e bellissimo che voglio ripagare con la stessa determinazione e volontà che ho avuto sino ad ora. E che mi ha commosso profondamente dopo tante lacrime e sudore che ho versato - come qualcuno di Voi ha fatto, anche in silenzio e solo - fino ad oggi. 

Luca Scantamburlo
30 luglio 2018 - ultimo aggiornamento 22 agosto 2018


aggiornamento spese/donazioni, ottobre 2018


SALDO POSITIVOAL NETTO SPESE 
tot. € 699,40

TOTALE DONAZIONI 

tot. € 1350



ELENCO PRINCIPALI SPESE PARTE OFFESA PROCEDIM. PENALE nr. 50866/2017,
Procura Rep. Roma, dall'anno 2018
Tot. spese = € 650,60





* Viaggio a Roma e ritorno, 

incontro con Avv.ti Studio Legale

ottobre 2018



tot. € 303


* Spesa perizia tecnica: 


agosto 2018
€ 145, pagata

* Atto notarile "Procura" autenticata
serie repertori 6368 del 02 febbraio 2018, 
€ 120, pagata




€ 12,10 (data 08.08.2018)


marca apposta su ricevute se dovuta,

€ 8 acquistate





(il ritorno rimborsato al cliente dal Trenitalia causa ritardo treno/disservizio)

€ 58,50 + € 4 = € 62,50



DONAZIONI SOSPESE AL MOMENTO, 
FINO A PROSSIME SPESE
ASPETTARE - PRIMA DI DONARE - LA RIAPERTURA


Donazioni in dati aggregati: 


50 € (bonifico 26.07.18), 10 € (bonifico 27.07.2018),

100 € (bonifico 27.07.2018), 20 € (bonifico 27.07.2018),

50 € (bonifico 27.07.2018), 50 € (bonifico 27.07.2018), 50 € ( bonifico 27.07.2018), 50 € (bonifico 27.07.2018),

10 € (bonifico 30.07.2018) 20 € (bonifico 30.07.2018),

25 €  ( bonifico 30.07.2018), 30 € (bonifico 30.07.2018),

30 € (bonifico 30.07.2018), 100 € (bonifico 30.07.2018),

20 € (bonifico 30.07.2018), 50 € (bonifico 30.07.2018),

10 € (bonifico 30.07.2018), 20 € (bonifico 30.07.2018),

100 € (bonifico 30.07.2018), 50 € (bonifico 31.07.2018), 95 € (bonifico 31.07.2018), 10 € (bonifico 01.08.2018), € 400 (bonifico 14.08.2018)





+ altri bonifici in fase di notifica / accredito


OK SPESA 1° PERIZIA Un grazie di cuore a chi ha donato




VACCINI: INDAGINI PENALI A ROMA. SCANTAMBURLO LUCA E LE DONAZIONI PER LE SPESE DI STRATEGIA DELLA DIFESA LEGALE

di Luca Scantamburlo, 26 luglio 2018

Da marzo 2017 ci sono in Italia indagini penali preliminari in materia di sicurezza e somministrazione dei farmaci vaccini. Notizia apparsa su qualche giornale, anche grazie all'impegno di centinaia di cittadine e cittadini italiani che si sono adoperati come volontari - seguendo le mie indicazioni - per divulgarla alle redazioni giornalistiche di tutta Italia, finché Il Fatto Quotidiano ha fatto propria la notizia.  Oltre alle indagini aperte presso la Procura della Repubblica di Torino, grazie all'esposto del Codacons Piemonte (avv. Sorriento) e per cui il PM Vincenzo Pacileo ha chiesto purtroppo la chiusura settimane fa (ma il Codacons Piemonte ha fatto opposizione), ci sono anche quelle aperte a seguito del mio esposto - sottoscritto come cittadino e genitore - depositato presso la Procura della Repubblica di Udine, all'inizio di marzo 2017.
Già il 14 marzo 2017 la Procura di Udine trasferiva a Roma, per competenza territoriale, le indagini aperte: fascicolo penale contro ignoti. Nel procedimento giudiziario qui indicato, io figuro come "parte offesa".
Sia in occasione del deposito presso la Procura di Udine ed i NAS CC di Udine, sia in occasione della mia richiesta di stato procedimento da me fatta di persona presso la Procura della Repubblica di Roma, a settembre 2017 (risposta della Procura della Repubblica di Roma), ho sempre pagato di tasca mia quelle poche spese avute. Senza legali, ho pagato soltanto viaggi in treno, marche da bollo, stampe, fax, raccomandate, ecc.... So che tantissimi italiani hanno a loro volta pagato di tasca propria autofinanziamenti, spese per convegni, manifestazioni, viaggi in treno, donazioni per il microscopio elettronico per la dr.ssa Gatti ed il dr. Montanari, e spese varie per fronteggiare democraticamente e pacificamente i problemi creati dal D.Lgs 73/2017, convertito nella Legge 119/2017.
Tutti abbiamo pagato. Non dico nulla di nuovo. Ora però vi dico che non sono più in grado di far fronte nemmeno a piccole spese: ora la musica sta cambiando, soprattutto per le spese ingenti che un procedimento di natura penale può avere. E chiedo aiuto a tutti gli italiani: aiutatemi ad aiutarvi, nel rivendicare giustizia, farmaci più sicuri e non imposti in modo coercitivo. Farmaci a disposizione di tutti, e senza ricatti, sanzioni o discriminazioni. Questo voglio, e questo centinaia di migliaia di persone in Italia desiderano. Il rispetto dei diritti civili ed umani in materia di autodeterminazione della salute, ed in tema di educazione ed inclusione scolastica.
E di fermare la deriva autoritaria e di propaganda che è in atto in questo Paese. 
Ora, devo pagare nuove spese per tenere viva la indagine penale, e vi chiedo di aiutarmi con delle donazioni.
Dopo l'assistenza legale dell'avvocato Grazia Antonio Romano, che mi ha assistito pro bono dall'autunno 2017 al febbraio 2018, ho dovuto cambiare strategia: a causa di motivi personali e dell'impossibilità dell'avvocato di Potenza di essere presente a Roma, come convenuto, ho deciso di revocare nel febbraio 2018 il mandato all'avvocato G.A. Romano - che ringrazio per la sua professionalità e per aver firmato con me a novembre 2017 il celebre comunicato stampa che portava la notizia di reato alla opinione pubblica ed alla stampa e mass media - e conferire mandato di assistenza legale, ad uno studio di avvocati ubicato in Roma.
Ancora spese, che ho sempre affrontato da solo (atto notarile di revoca e nuova nomina, viaggi in treno, ecc...). Ora mi trovo ad affrontare nuove spese, più ingenti, che riguardano sia l'aspetto di perizie giurate, sia nuovi viaggi che sarò costretto a fare, se voglio che queste indagini penali non si chiudano, ma vadano avanti. Per non parlare di eventuali parcelle ed onorari.
Non posso più fare affidamento sulle mie modeste forze economiche. D'ora in avanti chiederò sempre e soltanto aiuto a tutti gli Italiani, anche per viaggi in treno alla volta di Roma, per visitare lo studio legale che mi assiste, perché per Voi mi sto battendo da più di un anno, in nome vostro, dei miei figli e dei Vostri figli, come state facendo Voi. Solo che io sono sul fronte caldo del potere giudiziario che investiga possibili malefatte ("farmaci guasti o imperfetti", e "delitti colposi contro la salute pubblica", queste sono le ipotesi di reato del fascicolo in cui sono parte offesa). 
Con una responsabilità penale colposa in corso di accertamento, c'è la possibilità che le indagini penali sfocino un giorno in un possibile rinvio a giudizio richiesto dal PM ed accettato dal GIP, ed il procedimento è contro ignoti. Fra questi ignoti potrebbero figurare anche Dirigenti e figure apicali in forza alla P.A., allo Stato stesso. Non si può escludere la cosa, se vi fosse accertata negligenza, imperizia ed imprudenza da parte di chi era chiamato a vigilare sui farmaci e non lo ha fatto. Certo, è una mera ipotesi o illazione, ma perfettamente legittima.
La parte offesa - cioè il sottoscritto - potrebbe costituirsi parte civile, sicuramente per danni morali, e nel processo eventuale che avrebbe luogo, si potrebbero costituire parte civile numerose associazioni italiane a tutela dei consumatori e degli utenti del Servizio sanitario nazionale (SSN). 
Non so se ne eravate al corrente. Non so se le associazioni di cui fate parte, vi hanno messo al corrente di questa possibilità.

Grazie a tutti se mi aiuterete ad aiutarvi, ed a rendere questo Paese - con il Vostro contributo - un posto migliore e più giusto.



Luca Scantamburlo

26 luglio 2018


DONAZIONI DI MODICO VALORE

Ecco la prima spesa che dovrò sostenere: una traduzione giurata ed asseverata, che porterò a Roma, presso il mio legale, appena in mio possesso e ne avrò la possibilità. Renderò pubblica, omettendo dati sensibili, la ricevuta/fattura della spesa avuta, una volta effettuato il pagamento. Non posso al momento entrare nel merito del contenuto di tale documentazione, per ovvi motivi, e sono costretto ad essere discreto. Mi auguro che capirete. 


PRIMA SPESA DA SOSTENERE

TRADUZIONE GIURATA ED ASSEVERATA, 
IN TRIBUNALE

3 cartelle traduzione = 23,00€ x 3 = 69,00 €

Servizio asseverazione = 60,00€

Marca da bollo = 1x 16,00€

TOTALE = 145,00 €



FONTE IMMAGINE: CREATIVE COMMONS ZERO 1.0 LICENSE. OPENCLIPART



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