domenica 3 settembre 2017

"E' QUESTA L'ITALIA CHE VOGLIAMO LASCIARE AI NOSTRI FIGLI?" L'appello di una "mamma determinata" per una rivoluzione culturale



Attivo.tv - Canale 1
Pubblicato il 23 lug 2017

L'APPELLO DI UNA MAMMA LAZIALE PER UNA AUTENTICA
"RIVOLUZIONE CULTURALE"

Commento personale alla testimonianza-video

L'appello di questa mamma laziale - Lucrezia Moro, dapprima dubbiosa e poi divenuta nei mesi scorsi determinata a far valere il consenso libero ed informato in tema di vaccinoprofilassi - che parla di "rivoluzione culturale" a partire dai segnali di risveglio e scintille di amore per la propria prole, la polis e la difesa dei propri diritti, è fondamentale; tale rivoluzione passa attraverso poche parole e valori: rispetto della legalità e dei diritti inviolabili della dignità della persona, rispetto della moralità (concetto ancora più ampio, e che investe la nostra coscienza soggettiva) ed informazione medico-scientifica autentica, e smascherata dagli inganni costruiti ad arte da oligarchie tecnocratiche e spietate. Solo attraverso una vera consapevolezza del drammatico stato in cui versa la politica e la società attuale, sarà possibile invertire la rotta della deriva autoritaria sotto gli occhi di tutti (per chi vuole vedere). Da questa nuova coscienza ed apertura mentale del cittadino medio - impensabile fino a poco prima dell'annuncio del Decreto Legge "Lorenzin" (D.L. 73/2017, convertito nella Legge 119/2017), quando la maggior parte dei cittadini sembravano indirizzati ad essere sempre più estranei alla vita politica, ed agli strumenti e linguaggi della cosa pubblica - sarà possibile attuare questa "rivoluzione culturale". 
Soprattutto attraverso una lotta ed un impegno per la valorizzazione della "sostanza" della verità, sempre fallibile e pur sempre documentabile, con tratti oggettivi, concreti, ed attraverso una acquisizione del linguaggio e dei modi espressivi della "forma" di questa sostanza, come ha ricordato Lucrezia Moro nella testimonianza-video qui inserita, parlando della tragica vicenda del PM Giovanni Falcone, assassinato con la sua moglie e la sua scorta (tranne l'autista, Giuseppe Costanza, che si salvò) da Cosa Nostra nel maggio 1992 in terra siciliana, a Capaci (con l'aiuto di chi?), a causa del suo grande ed integerrimo impegno in difesa della legalità, e della sua missione come magistrato, per la sicurezza di tutti i cittadini. 
E dunque morto con i suoi cari ed alcuni poliziotti, per tutti noi.

Luca Scantamburlo
04 settembre 2017

"Se poni una questione di sostanza, senza dare troppa importanza alla forma, ti fottono nella sostanza e nella forma."
Giovanni Falcone

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