martedì 25 dicembre 2018

VACCINI: LETTERA APERTA DI UN CITTADINO E GENITORE AL DIRETTORE RESPONSABILE DE IL TEMPO

La seguente lettera aperta inviata al Direttore Responsabile del quotidiano romano Il Tempo, viene divulgata dal sottoscritto pubblicamente.

Cordialmente
Luca Scantamburlo
25 dicembre 2018


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ALLEGATI

relazione al Consiglio Regionale Friuli Venezia Giulia, luglio 2017

comunicazione di iscrizione a registro parte offesa, Procura della Repubblica di Roma
art.335 cpp



Spett.le Redazione de IL TEMPO
Piazza Colonna, 366 - 00187 Roma 

Gentile Dr. Franco BECHIS,
giornalista de Il Tempo - Direttore Responsabile de IL TEMPO

CONTAMINAZIONE BIOLOGICA NEI VACCINI
mi complimento con Lei - e con la Redazione del giornale di cui Lei è Direttore, per la pubblicazione della sua intervista uscita sulle pagine del Vostro quotidiano in data 23 dicembre 2018.
Soprattutto per il coraggio e l'onestà intellettuale con cui avete affrontato con equilibrio e la giusta rilevanza, il problema della contaminazione biologica dei farmaci vaccini, portato alla luce dalle analisi su alcuni campioni di vaccini commissionate recentemente da una associazione veneta di cittadini (CORVELVA), che si è rivolta ad alcuni laboratori privati. 
Tali analisi chimiche e metagenomiche hanno evidenziato - oltre ai contaminanti non residuali - anche possibili problematiche correlate alla presunta efficacia dei vaccini, non rinvenendo in un caso nemmeno tracce di un antigene immunizzante che doveva essere presente: quello della rosolia

Rif. Analisi commissionate dalla Ass.ne Corvelva (Coordinamento Regionale Veneto per la Libertà delle Vaccinazioni)

"[...] Abbiamo anche confermato che non vi è presenza del genoma del virus della rosolia nel primo lotto e nel secondo lotto, utilizzando una rilevazione molto più sensibile, lo abbiamo rilevato in 3 reads, pari allo 0,00008% del totale dei virus a RNA."
"Vaccinegate: Aggiornamento 2° step analisi metagenomiche su Priorix Tetra", 
22 dicembre 2018, Staff Corvelva

Rif. articolo de IL TEMPO 
"State attenti a quei vaccini. C'è tutto, non quel che serve. Mesi di prove e controprove, poi la risposta dei controlli cofinanziati dall'ordine biologi. Manca la rosolia in quello che dovrebbe debellarla. Dna umano e diserbanti nell'altro"
di Franco Bechis, 23 dicembre 2018


Solo una precisazione: quando il dr. Vincenzo D'Anna da lei intervistato - biologo e Presidente dell'Ordine Nazionale dei Biologi - dice che gli antibiotici non dovrebbero essere presenti nei vaccini, se si riferisce ad una possibile contaminazione od inquinamento dei vaccini stessi, in questo caso non è così, nel senso che gli antibiotici sono invece proprio scelti appositamente come eccipienti (sostanze chimiche ausiliarie del farmaco) dalle industrie farmaceutiche e correttamente inseriti nell'elenco di composizione del vaccino, sia nei cosiddetti "bugiardini" (foglietti illustrativi) sia nelle schede tecniche più dettagliate. Se invece il dr. D'Anna alludeva al fatto che gli antibliotici sono una presenza scomoda e potenzialmente rischiosa, anche se necessaria in quanto previsti dalla tecniche di produzione farmaceutica, allora il suo appunto è stato opportuno.

ANTIBIOTICI NEI VACCINI: SONO APPOSITAMENTE INSERITI NELLA COMPOSIZIONE DALLE INDUSTRIE FARMACEUTICHE
Mi spiego meglio con un esempio a proposito degli antibiotici: la neomicina è un antibiotico (ma me ve ne sono altri impiegati nei vaccini)
e come vede, viene correttamente indicato nella composizione dei vaccini cosiddetti MPR di cui sopra, prodotto dalla GSK oppure dalla Aventis-Pasteur (contro morbillo, parotite e rosolia).
L'eccipiente in questo caso evita la formazione di colonie di batteri. Viene usato con la funzione di antimicrobico, battericida.
Ovviamente essendo una sostanza "contro la vita" (come suggerisce il nome, anti-biotico), il suo uso e la sua presenza in un farmaco destinato ad un infante/bambino, può presentare delle controindicazioni ed un rischio di reazioni/eventi avversi. Anche negli adulti. I foglietti illustrativi sono chiari in questo, nel mettere in guardia gli utilizzatori rispetto alla possibilità o evenienza di eventuali effetti avversi/collaterali, anche non noti. Ed invitano sempre a rivolgersi al proprio medico.


GLIFOSATO IN TRACCE NEI VACCINI: LE ANALISI COMMISSIONATE E COMMENTATE DALLA ASS.NE CORVELVA, CONFERMANO QUELLE STATUNITENSI DEL 2016: ANCHE IL MINISTRO DELLA SALUTE ATTUALE DOVREBBE RICORDARE
In ogni caso avete fatto bene - lei, il dr. D'Anna ed il Vostro quotidiano Il Tempo - a porre l'accento sugli inquinanti che eccedono le soglie accettabili di sostanze residuali biologiche (come le tracce di DNA fetale, provenienti da certe linee cellulari appositamente coltivate in laboratorio e ricavate da feti abortiti per la preparazione di certi vaccini, come quello contro varicella e rosolia), oppure la presenza non tollerabile ed ammissibile di materiale virale o batterico estraneo, sconosciuto, non residuale e sostanze chimiche estranee come gli erbicidi (il glifosato è uno di questi, ed è classificato come un probabile cancerogeno dallo IARC, International Agency for Researchon Cancer), che per nessuna ragione dovrebbe essere presente in un farmaco. 
Molto probabile che la presenza ad esempio del glifosato - già rinvenuto in tracce nei vaccini, nel corso di analisi chimiche condotte in laboratori americani - sia connessa all'uso della gelatina di maiale per preparare i vaccini stessi. 
Le analisi commissionate dalla Associazione CORVELVA nel 2018 ed i loro risultati che attestano la presenza di diversi erbicidi in tracce, nei vaccini, confermano quelle condotte negli Stati Uniti d'America un paio di anni fa (2016), quando l'associazione nordamericana Moms Across America rese pubblici risultati analoghi, tramite una ricerca autofinanziata: lo screening effettuato allora dal laboratorio Microbe Inotech Laboratories Inc. (St. Louis, Missouri,USA) utilizzando il metodo ELISA, pose in rilievo la presenza di glifosato nei seguenti vaccini: 

* MMR II (Merk): vaccino trivalente contro morbillo-parotite-rosolia (2.671 parti per bilione (ppb) di glifosato);
* DTap Adacel (Sanofi Pasteur): vaccino trivalente contro difterite-tetano-pertosse (0.123 ppb di glifosato);
*Influenza Fluvirin (Novartis), antiinfluenzale (0.331 ppb di glifosato);
* HpB Energix-B (Glaxo Smith Kline), contro l'epatite B (0.325 ppb di glifosato);
* Pneumonoccal Vax Polyvalent Pneumovax 23 (Merk), antipneumococcico (0.107 ppb di glifosato);

Sulla presenza di DNA fetale anche in tracce piccolissime, a causa dell'uso in laboratorio di linee cellulari ricavate da feti abortiti, vi sarebbe un doveroso e sacrosanto discorso bioetico da fare, ma per il momento mi astengo. 
La presenza potenziale del glifosato in tracce nei vaccini, fra l'altro, è nota alla stessa dr.ssa Giulia, Grillo, Onorevole MInistro della Salute, in quanto lei stessa - che è anche medico chirurgo - prima di salire al vertice del dicastero della Salute - firmò anni fa una interrogazione a risposta in Commissione, agli atti alle Camere, in cui informava i colleghi parlamentari di questo potenziale rischio per la salute.

Legislatura 17, ATTO CAMERA, Camera dei Deputati, Sindacato Ispettivo
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE : 5/10154 presentata da COLONNESE VEGA il 20/12/2016 nella seduta numero 716

firmatari: GRILLO GIULIA MOVIMENTO 5 STELLE 20/12/2016
GIORDANO SILVIA MOVIMENTO 5 STELLE 20/12/2016
DI VITA GIULIA MOVIMENTO 5 STELLE 20/12/2016
LOREFICE MARIALUCIA MOVIMENTO 5 STELLE 20/12/2016
MANTERO MATTEO MOVIMENTO 5 STELLE 20/12/2016
NESCI DALILA MOVIMENTO 5 STELLE 20/12/2016

La cosa paradossale, è che la d.rssa Grillo firmava anch'ella all'epoca le seguenti parole:

"[...] Tale riscontro induce a valutazioni drammatiche se si considera che questo  vaccino è destinato all'uso nei bambini a partire dai primi mesi di vita. D'altra parte, essendo il  glifosato classificato dalla IARC come probabile cancerogeno per l'uomo, la sua presenza non può  assolutamente essere giustificata, neppure in minime tracce, in nessuno dei vaccini;"

Oggi la dr.ssa Grillo siede a capo del Ministero della Salute. Sono trascorsi soltanto due anni dalle parole da ella sottoscritte.

STABILIZZANTI E CONSERVANTI NEI VACCINI
Nei vaccini si inseriscono di proposito altri eccipienti, come la formaldeide - un noto conservante organico usato da molto tempo in laboratorio (formalina) -  ed altre sostanze stabilizzanti. Tutti questi prodotti garantiscono la cosiddetta "vita da scaffale" (in inglese si dice "shelf life"), cioè la data di scadenza, poiché queste sostanze fanno durare più a lungo il vaccino, in attesa della sua somministrazione, vaccino che di solito viene conservato in frigorifero (rispetto della cosiddetta "catena del freddo") dal personale sanitario.
Ovviamente tracce di formaldeide presenti nei vaccini sono indicate nei bugiadini e nelle schede tecniche, correttamente.
Si tratta di tracce. Ma la formaldeide, nota per avere proprietà battericide, è una sostanza dalla azione cancerogena, come ricorda lo stesso Ministero della Salute italiano:
a cura della Direzione generale della prevenzione sanitaria, Direzione generale della comunicazione
e dei rapporti europei e internazionali, documento intitolato: "Formaldeide", 2015

" [...]  Nel 2004 la formaldeide è stata indicata dallo IARC tra i composti del gruppo I (cancerogeni certi). Essendo un agente con probabile azione cancerogena è raccomandabile un livello di concentrazione il più basso possibile. L’OMS ha fissato un valore guida pari a 0,1 mg/m3 (media su 30 minuti).


ADIUVANTI IMMUNOLOGICI: SALI DI ALLUMINIO E RISCHI
Altro esempio: in alcuni vaccini - non in tutti - è presente l'alluminio, un metallo, che viene usato nella preparazione dei vaccini, combinato in sali. I sali di alluminio sono usati per potenziare la risposta immunitaria dell'organismo rispetto all'antigene contro cui si vuole immunizzare artificialmente il soggetto (immunizzazione temporanea, che necessita di richiami negli anni successivi, perché non naturale).
L'antigene viene adsorbito sul sale di alluminio, che prende il nome di adiuvante immunologico.
L'organismo umano ed il suo sistema immunitario, infatti, si allerta meglio se individua una sostanza "estranea" nel sangue, e l'alluminio non ha funzioni nella fisiologia umana. Purtroppo l'alluminio è noto per essere una neurotossina. Nel corso del tempo, lentamente, l'alluminio accumulato o rimasto nei tessuti o nel sangue o nel cervello, viene escreto dall'organismo, ma la sua espulsione dall'organismo ha tempi diversi, anche molto lunghi, a seconda della specificità del soggetto e della sua reazione all'elemento estraneo, nonché a seconda di altri fattori, come età, peso corporeo, ecc... Anche l'alluminio, dunque, come la neomicina, presenta dei rischi per l'organismo umano, che sono tanto più alti quanto più bassa è l'età del soggetto che viene trattato (rischio durante il periodo della sinaptogenesi, nell'enecefalo), e quanto più grande è la difficoltà di escrezione. 
L'alluminio è poi da alcuni anni al centro del dibattito medico-scientifico, per essere sospettato non solo come un fattore scatenante il morbo di Alzheimer, ma anche come un responsabile dell'insorgenza di molte malattie autoimmuni, che sono sempre più frequenti nella infanzia ed adolescenza.
Legga qui a riguardo:
"SINDROME INFIAMMATORIA AUTOIMMUNE INDOTTA DA ADIUVANTI (ASIA) 2013 : Svelati gli aspetti patogenetici , clinici e diagnostici"

IL RISCHIO ZERO PER I FARMACI NON ESISTE
Non esiste un rischio zero nell'assunzione di un farmaco - come affermato candidamente ed onestamente in passato dallo stesso ISS di Roma sulle sue pagine Web -  dunque anche per i vaccini, prodotti biotecnologici altamente complessi al giorno d'oggi, esiste una componente di scommessa ineludibile nell'atto sanitario di somministrazione del farmaco stesso, a maggior ragione se iniettabile, ed a maggior ragione quando questo farmaco presenta addirittura un rischio sconosciuto a causa di inquinanti presenti in tracce.

A riguardo, l'ISS di Roma l'anno scorso, nell'agosto 2017, si espresse dicendo che le sostanze inquinanti presenti nei vaccini, rinvenute effettivamente anche nel corso di esami di laboratorio condotti da enti istituzionali francesi, non costituirebbero un pericolo per la salute, vista la bassa concentrazione degli stessi:

"Valutazione della qualità di vaccini ad uso umano Centro nazionale per il controllo e la valutazione dei farmaci, Cncf-Vaccini, Istituto superiore di sanità"

03 agosto 2017
"[...] Gli elementi inorganici evidenziati in maniera qualitativa mediante microscopia elettronica sono risultati a una analisi quantitativa sia al di sotto dei livelli di quantificazione del ICP/MS o presenti nell’ordine di alcuni µg/ml e, comunque, al di sotto dei valori standard applicabili ad altri farmaci iniettabili. I risultati dello studio francese dimostrano quindi che i metalli nei vaccini sono presenti ma, se analizzati in maniera quantitativa, a livelli così bassi da non costituire in alcun modo un pericolo quando esaminati da un punto di vista tossicologico, anche in considerazione delle quantità di metalli che sono assorbiti giornalmente dall’atmosfera, dagli alimenti e da altre fonti."


Nondimeno non vi è traccia - nei commenti del Cncf-Vaccini, ISS - di una valutazione del rischio nanotossicologico da corpo estraneo presente nell'organismo (gli inquinanti sono solidi, sotto forma di detriti, polveri, cfr. analisi dr.ssa Gatti e dr. Montanari).
Né vi è tracca delle recenti acquisizioni e consapevolezze presso gli studi di neuroscienze, tossicologiche/neurologiche di frontiera, per cui il livello tollerabile e sicuro di concentrazione di piombo nell'organismo, è zero. Cioè qualunque livello di concentrazione di piombo nell'essere umano, non sarebbe accettabile. Solo il livello zero (assenza di piombo) è sicuro.
Inoltre, la problematica affrontata non tiene conto che il consenso ad una terapia medica / farmacologica - come stabilito dalle carte sovranazionali (Carta dei diritti fondamentali della Unione Europea, art. 3 e Convenzione di Oviedo, art. 5) - dovrebbe essere sempre libero ed informato, e sempre ritirabile senza subire pregiudizio. La compressione del diritto all'autodeterminazione del singolo - in tema di salute - è possibile solo in casi di stato di  necessità/emergenza, ed anche in tal caso comunque non può essere compresso fino all'annullamento.

CONTAMINAZIONE INORGANICA NEI VACCINI: PARTICOLATO SOLIDO, MICRO E NANODIMENSIONATO ED INDAGINI PRELIMINARI PENALI CONTRO IGNOTI
Oltre alla contaminazione biologica ed organica più in generale - portata alla luce dalle analisi metagenomiche e chimiche classiche commissionate ad alcuni laboratori privati, recentemente, dalla lodevole iniziativa della Associazione veneta denominata CORVELVA ricordata sopra il cui Presidente Ferdinando Donolato, lo scorso agosto 2018, ha anche coraggiosamente depositato, assistito dai suoi legali, un esposto-denuncia presso la Procura della Repubblica di Roma - esiste anche il problema della contaminazione inorganica, accennato giustamente dal dr. Vincenzo d'Anna nella sua intervista, quando parla di "nanoparticelle" (complimenti al coraggio dimostrato, di dare voce ad una problematica drammatica di sicurezza, in quanto si tratta di inquinanti solidi (detriti, in polvere), che possono scatenare flogosi continua nell'organismo).
Se vuole saperne di più la invito a leggere i documenti in allegato, che sono datati (luglio 2017) ma ben fotografano la situazione.
Io stesso come cittadino e genitore - così come il Codacons Piemonte a Torino, presso la Procura della Repubblica di Torino, che difende i diritti dei consumatori - sono parte offesa in un procedimento penale contro ignoti sulla sicurezza dei vaccini,  aperto dalla magistratura inquirente a seguito di un mio esposto depositato nel marzo 2017 come cittadino e genitore presso la Procura della Repubblica di Udine, ove il magistrato ha aperto un fascicolo con ipotesi di reato, trasferito quasi subito presso la Procura di Roma, per competenza territoriale.
Il fascicolo penale che mi riguarda è tuttora aperto, per ipotesi di reato di "farmaci guasti o imperfetti" e "delitti contro la salute pubblica". Come ho appurato confrontandomi con i miei legali in Roma, pochi mesi fa.
Invece a Torino il PM dr. Vincenzo Pacileo ha chiesto l'archiviazione dopo circa un anno di indagini ed una perizia, ma il Codacons Piemonte ha formulato opposizione alla archiviazione. Il GIP di Torino, sentito l'avvocato del Codacons Piemonte, la dr.ssa Tiziana Sorriento, si è riservato di decidere.
Legga con attenzione il documento in allegato, che spiega in cosa consiste questa contaminazione inorganica, sotto forma di particolato solido micro e nano-dimensionato (indagini d.rssa A.M. Gatti e dr. S. Montanari).

RAPPORTO BENEFICIO/RISCHIO DELL'ATTO SANITARIO DELLA VACCINOPROFILASSI
Tutto questo per dirle che - anche qualora un giorno i vaccini dovessero più "puliti" (e ce lo auguriamo tutti, perché è un diritto dell'utente del servizio sanitario nazionale avere farmaci sicuri a disposizione e controllati meglio), ed il problema degli inquinanti inorganici e biologici venisse in futuro annullato o ridotto, restano sempre dei farmaci, che contengono sostanze chimiche - e sostanze residuali di origine animale od umana, virali o cellulari - che possono comportare rischi per la salute, e scatenare reazioni avverse, anche gravi in alcuni casi. 
La valutazione del rapporto beneficio/rischio dell'atto sanitario che prevede la somministrazione del vaccino, dovrebbe essere sempre in capo al paziente, ed ai genitori o chi esercita la responsabilità genitoriale (tutori o affidatari), proprio per la componente di scommessa di cui sopra.
Un consenso all'atto sanitario estorto con il ricatto, con misure coercitive (sanzioni o addirittura discriminazione di accesso scolastico in caso di inadempienza) viola la libertà di coscienza, ed impedisce l'esercizio del consenso libero ed informato, sempre ritirabile senza subire pregiudizio
Impedisce dunque al singolo cittadino la difesa della propria integrità psicofisica, dall'intervento sanitario a cui è sottoposto: è diritto del paziente conoscere sempre tutti i pro e contro noti, e l'ampiezza del rischio dell'atto sanitario proposto, e poter decidere in libera coscienza.


MANCATA VACCINAZIONE: NESSUN PREGIUDIZIO ALLA SICUREZZA DEGLI SPAZI PUBBLICI PER LE MALATTIE PIU' GRAVI
Come si evince da una attenta analisi della relazione medico-scientifica preparata dal dr. Fabio Franchi, medico infettivologo triestino in pensione da alcuni anni, già dirigente del SSN, la mancata vaccinazione contro difterite, poliomielite e tetano (le malattie più temute, invalidanti o mortali), non mette a rischio la sicurezza degli spazi pubblici, in quanto la copertura vaccinale non garantisce alcun effetto gregge, per diversi motivi (tutti illustrati), ma al limite è, quando funziona (vi sono casi di no responder)  una misura discreta di protezione personale (comunque soggetta a perdere efficacia nel corso del tempo).

Rif. "Effetto gregge o immunità di gregge", a firma del dottor Fabio Franchi, medico chirurgo infettivologo
Per quanto riguarda il morbillo e la pertosse, rosolia e varicella, e le relative vaccinazioni, legga con attenzione le considerazioni del dottor Franchi.

L'ARTE MEDICA: UNA SCIENZA NON ESATTA
La medicina non è una scienza esatta, ma una "arte" ("ars medica", definita come tale anche in pregresse sentenze della Corte Costituzionale) che si avvale del contributo di varie discipline scientifiche (statistica, matematica, biologia, fisica, chimica, ecc..). Ma manca del carattere di ripetibilità del fenomeno, nei risultati delle sue applicazioni terapeutiche e farmacologiche. Pertanto, non essendo una scienza esatta, essa gioca con una componente di scommessa che risulta sempre inelubile. Inutile rimpiersi la bocca di parole come "scienza" o "la scienza dice che....".
Bene fanno i biologi a parlare di scienza e metodo scientifico, ed indipendenza di pensiero critico dell'uomo di scienza, che deve essere libero di esercitare il dubbio. 
Un po' meno i medici, nel senso che bisogna tenere presente i principi epistemologici, oltre che conoscere i capitoli passati della storia della scienza e della medicina, ed avere ben presente i limiti della loro arte medica, che non conferisce loro né poteri taumaturgici, né onniscienti ed onnipotenti. 
Il medico deve instaurare un rapporto di reciproca fiducia, una alleanza con il proprio paziente (deontologicamente fondata, fra l'altro), e gli deve essere garantita indipendenza di giudizio, non condizionato da interessi di case farmaceutiche o da interessi politici poco trasparenti. Questo stabilisce il codice deontologico medico, ribadito anche da alcune carte sovranazionali: indipendenza di giudizio ed alleanza con il paziente.

Solo così si avrà progresso autentico nel campo della salute e della biomedicina, 
e rispetto dell'individuo e dei suoi diritti naturali, inviolabili.

Cordialmente
Luca Scantamburlo
cittadino e genitore, 25 dicembre 2018

Testo liberamente riproducibile se citato Autore, data e fonte.

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socio della Associazione SSPP, Società Scientifica per il Principio di Precauzione, Roma
socio della associazione F.L.I.P. - Free Lance International Press, Roma,
socio di R.S.F., Reporters sans frontières / Reporters Without Borders / France

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