mercoledì 8 maggio 2019

VACCINAZIONI E SCUOLA, TRIBUNALE CIVILE DI TRIESTE: RICORSO D'URGENZA EX ART. 700 CPC CONTRO LA DIRIGENZA SCOLASTICA ED IL MIUR

AGGIORNAMENTO A SEGUITO DELLA UDIENZA PRESSO IL TRIBUNALE CIVILE DI TRIESTE: VACCINAZIONI E DIRITTO ALLA SCUOLA,
RICORSO D'URGENZA EX ART. 700 CPC  

Servizio televisivo di RAI 3, TGR FVG,

                                 09 maggio 2019, di Eva Ciuk

https://www.rainews.it/tgr/fvg/video/2019/05/fvg-vaccini-obbligatori-causa-civile-no-vax-8f8b519f-999c-41b9-a22a-6746a4beaea5.html 

Tribunale di Trieste, foto di Luca Scantamburlo, 09 maggio 2019

Al termine del contradditorio avvenuto in data 09 maggio 2019 presso il Tribunale Civile di Trieste al quale sono stato presente (giorno dell'udienza fissata dal Giudice designato a seguito del provvedimento cautelare urgente ex art. 700 cpc da me promosso a tutela di mio figlio), il dr. Francesco Saverio Moscato - il Giudice del Tribunale Civile di Trieste - ha richiesto ad entrambe le parti - il mio legale rappresentante l'Avv. Michele Rodaro del Foro di Udine, e l'Avv. Distrettuale dello Stato dr. Lorenzo Capaldo che rappresenta e difende Dirigenza scolastica e MIUR - delle memorie illustrative da consegnare entro il 17 giugno 2019, per decidere il da farsi.

Ringrazio un genitore del Cividalese ed un genitore del Veronese per avermi aiutato - con donazioni spontanee - a pagare il contributo unificato del deposito del ricorso in Tribunale, ed un gruppo di genitori e cittadini sardi riuniti in un social network telefonico, chiamato "Sardi liberi e svegli" - non legati ad alcuna associazione o movimento - i quali hanno contribuito in passato con una donazione a mio favore per il procedimento penale preliminare sulla sicurezza dei vaccini, e recentemente hanno voluto contribuire con una donazione per il civile aperto a seguito del mio ricorso.
Grazie a tutti per il Vostro contributo.
Se avrò altre spese, non mancherò di comunicarlo.

Luca Scantamburlo
17 maggio 2019

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Foto di Luca Scantamburlo © 2019.
Elaborazione grafica di V. D.G.

Comunicato stampa di Luca Scantamburlo
cittadino e genitore

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DOWNLOAD ricorso ex art. 700 cpc PDF



08 maggio 2019, FVG

Il Tribunale Civile di Trieste ha ricevuto a fine marzo 2019 il deposito di un ricorso cautelare ed urgente – ricorso d'urgenza ex art. 700 cpc, ed il Giudice designato ha fissato l'udienza per il 09 maggio 2019, alle ore 12.00. L'udienza finalizzata al contraddittorio non è aperta al pubblico ma alle sole parti in causa.
Una delle due parti è il sottoscritto come genitore: le parti resistenti a me sono la Dirigenza scolastica della scuola di mio figlio di quasi 4 anni di età, ed il Ministero dell'Istruzione, della Università e della Ricerca, MIUR, citato anch'esso.
Oggetto del ricorso è un provvedimento d'urgenza contro la recente sospensione dalla frequentazione scolastica di mio figlio minore (OMISSIS), decisa dal dirigente scolastico stesso in data 12 marzo 2019.
Il ricorso presentato dal mio legale - successivo ad una articolata istanza in autotutela a firma dei genitori e ad una lettera di diffida del mio legale - è promosso da me contro la dirigenza scolastica dell’istituto comprensivo (OMISSIS) che ha sospeso il mio bambino dalla frequentazione della scuola perché non in regola con gli adempimenti della legge 119/2017.
L'istituto scolastico statale in cui mio figlio è regolarmente iscritto dal 2018 (presso la scuola d'infanzia), è ubicato nella Regione Friuli Venezia Giulia.
Ricevuto ed esaminato il ricorso, il Giudice nominato del Tribunale di Trieste non ha ritenuto di decidere "inaudita altera parte" - come richiesto in via principale nel ricorso stesso - e pertanto vuole prima approfondire il tema di causa in contraddittorio con le parti convenute, per poi decidere il da farsi (come richiesto in via subordinata dal mio avvocato).
Con il mio legale di fiducia del Foro di Udine a cui ho dato mandato – l'avvocato Michele Rodaro, il quale ha curato il ricorso ed il suo deposito - ho deciso di citare anche il MIUR a causa del pregiudizio patrimoniale e non patrimoniale subito e subendo, soprattutto in caso di instaurazione della eventuale fase di merito successiva a quella cautelare. La risposta dell'Avvocatura Distrettuale dello Stato di Trieste è giunta: si è costituito in giudizio per il MIUR e per quanto possa anche per la Dirigenza scolastica e l'Istituto Comprensivo, e l'atto depositato (e datato 03 maggio 2019) a firma dell'Avvocato dello Stato contesta il ricorso presentato, “in fatto ed in diritto”. 
Diffonderò pubblicamente come file .pdf la nota del Giudice che fissa con decreto l'udienza, ed il testo del ricorso con le ragioni peculiari e generali - tecniche e giuridiche - presentate dal mio legale contro un provvedimento considerato illegittimo, abnorme e censurabile, in violazione di "plurimi diritti soggettivi del minore", diritti costituzionali e tutelati anche da norme, carte sovranazionali di rango superiore ad una legge ordinaria dello Stato, quale la nr. 119/2017 è.
Diritti che tutelano l'integrità psicofisica, il principio consensualistico in ambito medico e terapeutico, la educazione ed istruzione per tutti i fanciulli, e la non discriminazione sociale. Viene invocato anche il rispetto del principio di precauzione del diritto comunitario.
Mi permetto ora di esprimere come cittadino - ai sensi dell'articolo 21 della Costituzione della Repubblica italiana - alcune considerazioni morali e del tutto personali: il mio pensiero è rivolto non solo a mio figlio ma a tutte le migliaia di famiglie italiane i cui bambini hanno avuto il loro percorso scolastico d'infanzia interrotto in modo traumatico, a seguito dei discutibili provvedimenti di sospensione/allontanamento/esclusione adottati dalle dirigenze scolastiche che avevano ed hanno sempre una discrezionalità nell'agire, in quanto dirigenti della P.A. che applicano una legge qualsiasi, come la nr. 119/2017: essi sono dipendenti pubblici tenuti alla osservanza della Costituzione della Repubblica italiana, ed a questa debbono conformare i loro atti, oltre che rispettare autenticamente il dettato normativo, ed astenersi da esercitare provvedimenti arbitrari "contra legem", ed atti palesemente illegittimi.
Verosimilmente, migliaia di bambini dal 10 marzo 2019 sono stati strappati dalle loro classi, dai loro compagni di scuola, dalle loro maestre, isolati e consegnati al silenzio di una cameretta, oppure alla solitudine di una strada asfaltata senza voci infantili, senza sorrisi, senza lavagne o gessi, senza giochi e senza umanità.
Tutto in nome del rispetto dell'adempimento di un decreto legge sulla vaccinoprofilassi obbligatoria e discriminatoria, varato d'urgenza nel 2017 e divenuto legge fra mille polemiche - ma in assenza di emergenze sanitarie dichiarate - ed addirittura durante indagini penali preliminari sulla sicurezza dei vaccini stessi oggetto della riforma legislativa, in relazione alla loro qualità, possibile contaminazione e criticità di farmacovigilanza.
In spregio alla esistenza di indagini della magistratura e dunque ad una responsabilità penale colposa in corso di accertamento, le autorità sanitarie e politiche italiane, hanno negli ultimi due anni ignorato il dissenso pacifico espresso da una parte della società civile: una cittadinanza consapevole, responsabile ed informata sui propri diritti e doveri. Queste autorità – fatte salve alcune minoranze illuminate - hanno sistematicamente ignorato o censurato ogni principio di precauzione, ogni criterio di proporzionalità e di buon senso, ogni legittima protesta pacifica organizzata da comitati, associazioni e gruppi spontanei di genitori e cittadini, pur di legittimare ad ogni costo una vaccinoprofilassi di massa indiscriminata e coercitiva, più che raddoppiata nel numero rispetto alla quella obbligatoria in vigore precedentemente (ed allargata a malattie esantematiche a decorso benigno nella stragrande maggioranza dei casi), con la pretesa della tutela della salute pubblica e del raggiungimento di determinate soglie di copertura vaccinale per assicurare una ipotetica immunità di gregge.
Il tutto senza considerare le problematiche di sicurezza dei medicinali, la componente di scommessa ineludibile della loro somministrazione (non esiste la somministrazione di un medicinale a rischio zero), ed altri fattori chiave che influenzano benessere, diffusione delle malattie ed epidemiologia, come i livelli di eccellenza in termini di determinanti sociali raggiunti nelle ultime decadi dall'Italia (igiene, potabilizzazione delle acque, migliore alimentazione durante l'infanzia, cura ed assistenza familiare e sanitaria).
Inoltre, il tutto è stato esasperato da un clima di allarmismo mediatico, talora menzognero e disinformativo, ed addirittura arrivando a negare - per bocca di alcune figure apicali del mondo istituzionale sanitario - l'esistenza stessa dei danneggiati gravi da vaccino e le conseguenze mortali delle cosiddette reazioni avverse, possibilità concrete anche se rare, certificate nel passato dalla stesse autorità sanitarie, e riconosciute in Italia da ben due leggi dello Stato sull'indennizzo e sul nesso causale (legge 210/1992 e legge 229/2005), e dallo stesso CDC (Center for Disease Control and Prevention), ente americano che si occupa di salute, sicurezza della popolazione e prevenzione delle malattie infettive, e che è parte del Dipartimento statunitense per la salute e i servizi umani (HHS) 

https://www.cdc.gov/vaccines/vac-gen/side-effects.htm 

"As with any medicine, there is a very remote chance of a vaccine causing a serious injury or death."
Traduz. IT: "Come con qualsiasi medicina, c'è una molto remota possibilità che un vaccino causi gravi lesioni o morte".

Il vaccino è un medicinale, un farmaco. Il vaccino può causare menomazioni permanenti alla integrità psicofisica, ed addirittura la morte. Lo stesso CDC - ente sanitario americano - lo ammette.
L'aver messo in discussione il diritto di ogni bambino alla educazione, istruzione e socializzazione - subordinandolo ad un profilo sanitario specifico e ad un trattamento farmacologico profilattico invasivo ed impositivo - è stata la misura coercitiva più discutibile e discriminatoria che si potesse adottare, in violazione dello ius cogens internazionale e dei più elementari diritti inviolabili dell'essere umano (diritti soggettivi). Senza reali e comprovati vantaggi in termini di sicurezza degli spazi pubblici, dal momento che per diversi vaccini in uso in Italia non vi è alcun effetto gregge (ed essi sono uno strumento di mera misura di protezione personale), e perché l'efficacia della vaccinazione è diversa nella risposta da individuo a individuo, e soggetta a scadenza ed anche a clamorosi fallimenti, e perché sono proprio i soggetti vaccinati con virus vivi ed attenuati a costituire - per alcune settimane - veicoli di possibili e potenziali focolai epidemici da contagio orizzontale, da virus non selvaggi.
E sono loro semmai - e non i soggetti non vaccinati e sani - che dovrebbero evitare di entrare in contatto per alcuni giorni con i soggetti immunodepressi/immunocompromessi1.
Conflitti di norme di pari rango, conflitti con norme di rango superiore ad una legge ordinaria statale. Insensibilità della maggioranza dei parlamentari, incapacità di ascolto delle critiche costruttive, mancanza di buon senso e poca attenzione ai fatti ed a possibili conflitti di interesse esistenti nel mondo sanitario influenzato dalla industria farmaceutica, le cui cronache giudiziarie passate dovrebbero essere da monito.
Infine, il tutto è stato raccontato con atteggiamenti ed approcci giornalistici distratti, spesso fuorvianti, ingannevoli e vicini ad una propaganda di regime ipocrita retta da un pensiero unico dominante, che viene nutrito da un sistema mass-mediatico omertoso e funzionale all'unica voce che si vuole vincente: un programma ipervaccinista che pervada l'intera vita di una persona, dalla culla alla morte.
La politica sanitaria nazionale invece di porre al centro del dibattito la farmacovigilanza attiva2 come hanno fatto in passato la Regione Veneto e la Puglia, ed il controllo qualità dei medicinali ed in particolare dei vaccini – in un contesto di vaccini monovalenti, a disposizione e non imposti con ricatto e misure coercitive –  si concentra solo e soltanto sulle soglie di copertura vaccinali, dimenticando che esistono i cosiddetti “no responder” al trattamento della vaccinazione, e che le migliaia di dosi somministrate in più ogni anno - soprattutto nei primi mesi ed anni di vita – implicano ed implicheranno statisticamente un aumento proporzionale del numero non trascurabile di vittime di sospette reazioni avverse (segnalate o non segnalate/non intercettate o riconosciute), alcune delle quali anche gravi ed in grado di infliggere danni irreversibili all'organismo. L'unica e più grande preoccupazione del mondo sanitario di oggi sembra essere la regressione della copertura vaccinale: dei danni da vaccino, e degli aumenti esponenziali nelle popolazioni infantili dei Paesi avanzati del mondo, di malattie come i disturbi dello spettro autistico, o l'incremento preoccupante dei casi di DSA (disturbi specifici di apprendimento) nelle scuole3, non vi è più traccia nei recenti dibattiti mass-mediatici o medico-scientifici, né si azzardano ipotesi sulle cause di offese ambientali o farmacologiche (come effetti collaterali) all'organismo umano infantile.
Dall'entrata in vigore del Decreto Legge 73 del 2017 – poi convertito in legge dal parlamento, a fine luglio 2017 – l'indipendenza di giudizio del medico in relazione alla vaccinoprofilassi è stata compromessa. I procedimenti disciplinari avviati negli ultimi tre anni da alcuni Ordini provinciali dei medici - e finalizzati alla radiazione nei confronti di alcuni medici critici e prudenti rispetto alle vaccinazioni, verso cui raccomandavano soltanto il rispetto della obiezione di coscienza e la personalizzazione della profilassi – sono divenuti la spada di Damocle che centinaia o forse migliaia di professionisti sanitari italiani, avvertono pendere sulla loro testa. Silenziati, ridotti ad essere meri esecutori di procedure e protocolli in ambito immunologico e di sorveglianza e prevenzione delle malattie infettive, hanno finito così quasi tutti – ad eccezione di poche voci isolate - con il piegarsi, tacere, ed abdicare così al ruolo del dottore che è non solo un esperto della salute, ma un professionista capace di ascoltare il paziente ed i suoi timori, capace di pensiero critico ed autonomo, e che non si lascia soggiogare dai paradigmi dominanti delle teorie medico-scientifiche, ma ragiona sempre con la sua testa, ricerca ed esercita il dubbio – da sempre sale e motore del progresso medico-scientifico - nell'interesse del paziente e per servire la conoscenza in coscienza. 
Quale valore può oggi avere quella alleanza medico-paziente, deontologicamente fondata, se il medico oggi – con la riforma degli ordini professionali attuata dalla Legge nr. 3 dell'11 gennaio 20184 – rischia di essere imbavagliato su certe questioni? Il rischio dell'imbavagliamento della classe medica5 - iniziato già due anni prima (con il “Documento sui vaccini”6 redatto dal Consiglio Nazionale della FNOMCeO7, datato 8 luglio 2016) - è l'aspetto più tragico, perché può estendersi ad altri ambiti ed aspetti, diversi dalla profilassi vaccinale. 
Una vergogna – questo stato di cose -  di fronte alla quale io – parte offesa dal marzo 2017 in un procedimento penale preliminare sulla sicurezza dei vaccini - chiedo giustizia e rispetto della verità, perché non si può assistere con le mani in mano a questo scempio dello stato di diritto, a questa manipolazione della storia della scienza e della medicina8, a questa reificazione del soggetto di diritto – utente del Servizio Sanitario Nazionale e cittadino – che viene destinato ad essere una specie di “cliente” passivo, ingabbiato in procedure e protocolli stringenti di una medicalizzazione forzata, e proteso verso un futuro ove tutto appare categoria merceologica che fa statistica, ed il soggetto sano viene aggredito indirettamente dalle multinazionali farmaceutiche attraverso una drastica riforma politica e sanitaria condizionata da interessi economici vertiginosi.
All'Università – più di una dozzina di anni fa, oramai – io studiai Storia della Scienza, Epistemologia e Bioetica: non posso che provare imbarazzo e profonda costernazione per il livello culturale, morale ed informativo che i mass media italiani – e non solo loro – stanno dimostrando negli ultimi tre anni nell'ambito del dibattito sulla salute, sulla scienza, ed a proposito della medicina, del mondo giuridico e della politica sanitaria. 
Non possiamo distogliere lo sguardo da questa profonda lacerazione della società civile. Siamo pericolosamente vicini ad un punto di non ritorno e si rischia in futuro uno strappo del contratto sociale se i diritti naturali dell'essere umano, inviolabili ed inalienabili, non troveranno quel riconoscimento pubblico di cui parla la nostra Costituzione, diritti che sono tutelati anche dal diritto internazionale. 
Preghiamo per noi e per i nostri figli, e che una luce di discernimento illumini la mente ed i cuori degli uomini e delle donne al servizio delle Istituzioni.

Luca Scantamburlo
08 maggio 2019

Photo Credit: foto di Luca Scantamburlo, mio figlio escluso; maggio 2019. Elaborazione grafica di V.D.G.
1In proposito, si consulti ad esempio la brochure/avvertenza intitolata “Il trapianto di midollo osseo allogenico”, Azienda Universitaria Ospedaliera Senese, punto 7) della brochure di dimissioni rilasciata ai pazienti: “Si consiglia di evitare il contatto con bambini che sono stati sottoposti di recente a vaccinazioni con virus attenuati”.
2Cfr. “Sorveglianza degli eventi avversi a vaccino in Puglia, report 2013/2017”, OER Puglia Trimestrale dell'Osservatorio Epidemiologico Regionale, anno XX, numero 3, ottobre-dicembre 2018.
3Da 0.7 % di alunni con DSA nell'a.s. 2010/2011, si è passati ad una percentuale del 2,1 % nell'a.s. 2014/2015 (focus del MIUR, quasi 187 mila alunni frequentanti scuole statali e non statali, a cui era stata diagnosticata la DSA, fonte: “L'aumento di alunni con DSA che fa pensare”, 2015 Gilda Venezia, Associazione professionale GILDA degli insegnanti di Venezia, www.gildavenezia.it
4Cfr. comma l) dell'art. 1, Legge 11 gennaio 2018, nr. 3. Delega al Governo in materia di sperimentazione clinica di medicinali nonché disposizioni per il riordino delle professioni sanitarie e per la Dirigenza sanitaria del Ministero della Salute, GU n. 25 del 31.01.2018: gli Ordini e le Federazioni nazionali […] “vigilano sugli iscritti agli albi […] irrogando sanzioni disciplinari […] tenendo conto degli obblighi a carico degli iscritti, derivanti dalla normativa nazionale e regionale vigente...”
5L'imbavagliamento della classe medica – assieme all'obbligo fideistico di un trattamento farmacologico (quale la vaccinazione è) che diviene dogma - è una realtà drammatica denunciata pubblicamente e coragiossamente dall'Avvocato Alessandra Devetag del Foro di Trieste, intervistata telefonicamente nell'aprile 2019, da Graziano Ugenti Presidente dell'Associazione Piano B, che ha diffuso pubblicamente il suo audio attraverso i social network.
6“Il Documento sui vaccini”, Consiglio Nazionale della FNOMCeO, Roma, 08 luglio 2016, ha stabilito che il “consiglio di non vaccinarsi” espresso da un medico al pubblico, con qualunque mezzo - fatti salvi casi di deficit immunitario, casi specifici in cui il medico può sconsigliare la profilassi vaccinale – costituisce “infrazione deontologica”.
7FNOMCeO, Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri.

8Luca Scantamburlo, laureato in Lettere, formazione umanistica generale, con tesi in Bioetica, Università Ca'Foscari di Venezia, 2006.




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