venerdì 27 febbraio 2026

Vaccinazioni pediatriche obbligatorie e Legge "Lorenzin": soluzione politica concreta per la inclusione sociale e scolastica nella fascia 0-6 anni di età



Non so quanti di voi abbiano letto il mio contributo al dibattito intitolato: "Vaccinazioni e legge "Lorenzin". Integrazioni al documento della CMSi indipendente e soluzioni politiche concrete" (14 gennaio 2026), diffuso tramite il mio sito web (www.lucascantamburlo.eu) o ascoltato l'intervista che ho concesso a Stefania Marchesini nello spazio concesso dall'associazione vicentina Le Sane Radici, che ringrazio per la sensibilità e l'attenzione. 

Il punto è che la salute negli ultimi anni è stata intesa soprattutto in senso restrittivo e non come un paniere, non come un completo stato di benessere psicofisico, esistenziale e relazionale, ma solo come assenza di infezione e malattia (prospettiva politica e mediatica propria degli ultimi anni del dibattito e della dialettica). A cascata si è avuta una progressiva mancanza di rispetto della dignità e danno alla salute e un mancato rispetto di altri diritti costituzionali che concorrono alla formazione dei futuri diritti civili e politici di questi infanti e bambini ingiustamente discriminati dal punto di vista sanitario ed esclusi.  Dunque, si ha una mancata inclusione con danno alla salute e al contempo un danno al futuro esercizio dei loro diritti civili e politici, un danno irreversibile in un quadro normativo con aporie giuridiche non evidenti immediatamente, ma lampanti ad una lettura attenta. 

Dunque il diritto sociale alla inclusione negato oggi dalla Legge 119/2017 cosiddetta "Lorenzin" nella fascia 0-6 anni di età, implica un danno non solo alla loro salute ma anche alla cittadinanza tutta e dunque alla Repubblica, oltre che sostenere un quadro giuridico di ordinamento con aporie e contraddizioni.

Come si vede, in questo spazio, con il dibattito sanitario di vaccini ed epidemiologia sullo sfondo come contesto, si ritaglia uno spazio sacro di conquista di diritti sociali e non solo di difesa di habeas corpus e dignità, ma una difesa dei diritti fondamentali non soggetti più all'arbitrio medico-scientifico e politico-sanitario, che ora li riconoscono preesistenti e intoccabili. Anche in presenza di un eventuale obbligo sanitario (vaccinale, modulato negli anni, presente o assente), con questa prospettiva epistemologica e bioetico-giuridica lo Stato non dovrebbe e non potrebbe più spingersi fino alla loro compressione e annullamento (come era stato in passato dal 1999 al giugno 2017).

Spostando l'attenzione su tutto ciò, anche una compagine politica allergica a concedere spazi di libertà oggi negati, troverebbe un terreno comune di discussione e attenzione. Perché la questione non è e non sarebbe più medico-scientifica a senso unico e soggetta al capriccio di protocolli e coperture vaccinali, ma è e sarebbe autenticamente orientata alla salute individuale e collettiva per una società più giusta e più in equilibrio con il sistema normativo e con la coerenza di chi le leggi le fa e le dovrebbe fare e far applicare nel rispetto dei valori sanciti in carte costituzionali e sovranazionali, vincolanti giuridicamente per l'Italia.

In questa prospettiva politologica e di biodiritto, si avrebbe e si avrà un rispetto più autentico del principio personalistico che è il cardine della Carta costituzionale affermato nei lavori dell'Assemblea Costituente (anni 1946-1947), principio riconosciuto preesistente alla Costituzione stessa e al diritto positivo. 

Se si avrà la pazienza di leggere fino in fondo il mio contributo nel documento citato a mia firma, ci si renderà conto che il vero problema non è l'obbligo sanitario in sé ma l'introduzione da parte dello Stato o delle autorità locali di obblighi anche in via surrettizia e non diretta: quindi la particolare declinazione di un obbligo. Nella fattispecie la sua declinazione in senso discriminatorio andando a ledere altri diritti costituzionali e annullandoli in modo illegittimo. 

Vale per le leggi razziali e dunque per la segregazione razziale (o meglio etnica) e vale per un profilo sanitario. Vale per tutto. Il meccanismo è sempre quello dell'accesso subordinato a un patentino elettronico, un'identità digitale, un passaporto di un certo tipo, il possesso di un dispositivo elettronico di interfaccia corpo umano-rete, ecc... andando a trasformare in modo subdolo, quelli che sono dei diritti fondamentali individuali in meri interessi legittimi. L'istruzione, l'educazione e la crescita psicofisica di un individuo sono invece diritti soggettivi, assoluti e perfetti che non possono essere ricondotti a interessi legittimi. 

Pertanto, o si comprende che bisogna innanzitutto combattere la discriminazione sociale e sanitaria nel suo meccanismo, perverso, e sradicarla in origine difendendo dei diritti naturali preesistenti al diritto positivo e alla medicina ecc (diritti che devono essere e sono, formalmente, riconosciuti anche in Costituzione e non solo lì), oppure continueremo all'infinito a oscillare fra libertà e tirannide/ Stato totalitario.

Una normativa dove non vi siano vaccinazioni obbligatorie ma solo facoltative e raccomandate è certamente auspicabile, ma per arrivarci si procede per gradi in base alle forze e alla sensibilità disponibili, in base agli spazi di libertà dove un dialogo e una dialettica è possibile con una rappresentanza parlamentare che si fa interprete (o dovrebbe farsi interprete) delle istanze della collettività, e guadagnando uno spazio di difesa sacro a tutela dell'individuo, sostenibile e non più aggredibile in futuro qualora, dopo un'ipotetica abrogazione dell'obbligo vaccinale negli anni prossimi, una diversa Legislatura non decida di precipitare di nuovo la società in una stagione di abusi con restrizioni e intollerabili discriminazioni sanitarie nei confronti di infanti e fanciulli e adolescenti. 

È necessario conquistare la difesa dell'inclusione sociale e scolastica nonostante l'obbligo attualmente vigente, recuperando il valore dello straordinario contributo normativo del DPR 355/1999 con il quale (grazie al Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro e gli allora Ministri dell'Istruzione e Sanità e i componenti del tempo del Consiglio di Stato e del Consiglio superiore di sanità) consentirono a tutti i bambini d'Italia l'inclusione in tutte le scuole di ogni ordine e grado, a prescindere dal loro profilo sanitario e dalle coperture vaccinali e dalle condizioni epidemiologiche del tempo. Era stata fatta salva l'adozione di provvedimenti di urgenza, a carattere locale o nazionale, ma l'inclusione era stata garantita a tutti, e anche negli asili nido e nelle ex scuole materne (oggi scuole d'infanzia) gli accessi furono consentiti perché la normativa nulla diceva di specifico al riguardo. 

Oggi un DPR in tale prospettiva non è possibile nella fattispecie in quanto la normativa che disciplina la vaccinoprofilassi pediatrica è di rango primario (Legge 31 luglio 2017 n. 117) . Una modifica specifica e mirata sul certificato vaccinale e sul requisito di accesso, sterilizzando la sua capacità di discrimine e di decadenza dall'iscrizione, è invece ancora possibile e potrebbe trovare l'ascolto in Parlamento dopo attenta valutazione (presso la X Commissione permanente) di una proposta di legge parlamentare avanzata da parte di alcuni deputati e/o senatori (meglio se frutto di un'iniziativa bipartisan), lasciando l'obbligo vaccinale vigente e lasciando intatta tutta l'architettura sanitaria della Legge "Lorenzin". 

Leggete il mio contributo (file download in Riferimenti bibliofrafici) quando avrete tempo e ascoltate il mio audio di circa 8 minuti, in modo da avere più chiaro cosa sto dicendo e perché.

Grazie a tutti per l'attenzione 

Luca Scantamburlo 

23 gennaio 2026



Riferimenti bibliografici 

Intervista di Stefania Marchesini a Luca Scantamburlo, a cura della Associazione Le Sane Radici, 25 febbraio 2026, https://www.youtube.com/watch?v=REtaPt5n8Ac 

https://www.lucascantamburlo.eu/2026/01/15/vaccinazioni-e-legge-lorenzin-soluzione-politica-concreta-per-linclusione-di-luca-scantamburlo-integrazione-e-suggerimenti-al-documento-della-cmsi/


Photo credit

Yan Krukau, Pexels.com


https://youtu.be/REtaPt5n8Ac

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